Mangiare sano: quando diventa un’ossessione ovvero l’ortoressia

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    Mangiare sano: quando diventa un’ossessione ovvero l’ortoressia

    Mangiare sano è importante: ma quando si supera il limite? Senza addentrarci necessariamente nel discorso diete, con l’estremo dei disturbi alimentari, possiamo notare che nella nostra società si stanno sviluppando due tendenze contrapposte: cibo spazzatura e ortoressia. Più volte abbiamo evidenziato i danni del junk food se consumato con frequenza ma l’estremo opposto può essere altrettanto controproducente.

    Se da un lato c’è chi conduce una vita sedentaria, mangiando cibi precotti e fritti, bevendo bibite gassate e passando ore davanti alla tv dall’altro c’è chi è attento in maniera maniacale ad ogni caloria introdotta, chi non va fuori per un week end se l’hotel non ha la palestra e chi compra solo dal contadino di fiducia o nel reparto biologico. Anche questa altra faccia della medaglia nasconde un problema di disturbo alimentare che ha anche natura psicologica. L’ossessione per ciò che è genuino e sano trasmette sul cibo una mania della perfezione che spesso riguarda ogni aspetto della propria vita. Gli allarmismi sui prodotti di discount o di grande produzione industriale spingono tutti a cercare il cibo fresco, dal produttore al consumatore. Attenzione: non si vuole criticare questa attenzione ma solo la sua estremizzazione. A differenza di bulimia o anoressia non stiamo parlando della quantità del cibo ingerito ma della sua qualità: l’ortoressico è colui che studia in maniera capillare tutte le etichette dei prodotti, quello che mette in allarme i figli dal non accettare merendine confezionate a casa degli amichetti, che si lava di continuo le mani per paura di microbi etc. Il rischio è dal punto di vista fisico quello di non sviluppare anticorpi e da quello mentale quello di non riuscire a godersi nessun momento della propria vita. Nei casi più estremi si arriva dal mangiare sano al digiuno.