Nuove cure per le malattie: sperimentazioni sugli avatar

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    Nuove cure per le malattie: sperimentazioni sugli avatar

    Un avatar è la riproduzione virtuale di una persona reale, con le stesse caratteristiche di quest’ultima. Grazie al film di James Cameron la parola avatar è divenuta di uso comune, ma gli internauti la utilizzavano già da alcuni anni. E la medicina sta iniziando a strizzare l’occhio questa nuova emulazione di un clone. Per molto tempo si è infatti dibattuta la possibilità di utilizzare cloni di essere umani come cavie per le cure delle malattie, oppure per il prelievo di organi e tessuti; con l’utilizzo di questi avatar, cioè i topi con sistema immunitario umano, gli scienziati sperano di trovare più rapidamente, e senza effetti collaterali per i pazienti, terapie efficaci.

    Un passo avanti nella cura dei tumori

    In questo momento le sperimentazioni sui topi di laboratorio sono molto avanzate da un punto di vista medico e tecnologico. Soprattutto, ora si è in grado di portare la malattia (con tutti gli sviluppi ottenuti) da un topo ad un altro nel caso di decesso, in modo da non perdere il lavoro conseguito.

    Da un punto di vista umano, questa pratica e cinica e tiene in conto solo la vita di essere umani, scatenando le reazioni di animalisti e non solo. In ogni caso, negli Stati Uniti anche le cause farmaceutiche si stanno interessando al fenomeno e alcuni malati di cancro sono andati più nel concreto scegliendolo come cura.

    Costa intorno ai ventimila dollari, ma alcuni esperti come il dottor Leonard H. Wexler dello Sloan-Kettering Cancer Center Memorial, ha parlato di esiti strabilianti nella risposta del sistema immunitario di un topo alle cure. La questione da valutare riguarda l’effetto sugli esseri umani.

    Altri ambiti medici

    Il cancro non è l’unica malattia che si potrebbe curare con gli avatar; infatti ci sono studiati avanzati anche per altre patologie, come ad esempio il diabete di tipo uno, che alla Columbia University stanno trattando attraverso l’utilizzo di un topo il cui sistema immunitario è stato ridisegnato partendo dal midollo osseo di un paziente.