Obesità: conseguenze anche sulla spesa pubblica

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    Obesità: conseguenze anche sulla spesa pubblica

    Secondo la Scuola superiore di Pisa Sant’Anna 1, nel 2025 il tasso di obesità potrebbe arrivare al 43% della popolazione e questo comporterebbe un aumento della spesa pubblica notevole. Cercare dei rimedi all’obesità cercando di limitarla tramite l’educazione alimentare fin dall’infanzia è dunque fondamentale per la salute ma anche per il portafoglio.

    Ad oggi l’obesità, nel nostro paese, ha un costo di 8,3 miliardi di euro, con quasi 5 milioni di obesi adulti e il fenomeno, se davvero gli obesi aumenteranno fino a raggiungere i 20 milioni anche le spese pubbliche ovviamente lieviteranno fino a circa il 20% della spesa totale.

    Un costo non da poco per le tasche di tutti gli italiani, ma, ovviamnete, trattandosi di una malattia, l’importante non sarà criminalizzare il problema, ma cercare di prevenirlo il più possibile. Negli Stati Uniti le campagne contro l’obesità si susseguono senza sosta, dalla First Lady Michelle Obama, che da mesi ormai viaggia per paralre della problematica e per promuovere la cultura della corretta alimentazione, fino ad associazioni come Strong4life che in maniera anche un po’ troppo violenta, diffonde il concetto di obesità come un enorme malessere.

    In Italia l’obesità è minore che negli Stati Uniti, ma in continuo aumento, ad oggi il nostro paese detiene il primato per sovrappeso e obesità nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 9 anni, inoltre l’obesità infantile aumenta del 2,5 per cento ogni 5 anni.

    Dal governo arrivano anche proposte sulla tassazione degli alimenti troppo calorici o dannosi alla forma fisica infatti, Gianluca Mech, del Centro studi Tisanoreica, che ha recentemente promosso una campagna contro l’obesità, ha provocatoriamente affermato: ‘La ventilata istituzione di una tassa sul cibo spazzatura, da parte del ministro Balduzzi, non sarebbe una cattiva idea, ma è più importante sensibilizzare i medici generici ed i pediatri affinché prescrivano ai pazienti in sovrappeso, diete a basso indice glicemico’.

    Nel nostro piccolo potremmo iniziare subito a contribuire, scegliendo una dieta corretta e salutare che gioverà dunque in futuro non solo a noi stessi, ma anche ai nostri figli ed alle casse del nostro paese.