Paracetamolo al vaglio dell’Aifa per i rischi epatici

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    Paracetamolo al vaglio dell’Aifa per i rischi epatici

    In tutti i foglietti illustrativi dei farmaci che hanno il paracetamolo come principio attivo è ben scritto che il suo utilizzo in dosi eccessive può provocare, tra le altre cose, danni epatici. Il problema che è sorto ora, però, sollevato dalla Food and Drug Administration, è che la dose massima considerata non pericolosa per il fegato, dovrebbe passare dagli attuali 1000 mg di somministrazione per gli adulti a meno della metà, cioè 325 mg. Inoltre la richiesta è quella di non lasciare che la vendita continui ad essere libera com’è attualmente, ma che sia vincolata alla prescrizione del proprio medico curante.

    Parliamo di farmaci utilizzatissimi, quali la Tachipirina e l’Efferalgan, impiegati nella terapia della febbre e del dolore sia di adulti che di bambini. Per tale motivo anche in Italia l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) sta indagando sulla questione sollevata dalla Fda.

    Attualmente venduti come farmaci da banco, i prodotti a base di paracetamolo prevedono dosaggi nettamente superiori a quelli considerati pericolosi. Nonostante l’allarme rischio di insufficienza epatica sia valido e vada approfondita meglio la questione, resta però, come sottolineato dalla stessa FDA, che non bisogna sospendere l’assunzione di tale farmaco, senza l’espressa indicazione del medico, almeno fin quando non verrà fatta chiarezza sull’argomento.

    Così, nella prossima riunione dell’Aifa prevista per il 2 febbraio verrà presa in esame la questione. Intanto non va creato allarmismo, in quanto tali fatti sono già noti e tra considerati rari, purchè il farmaco venga usato correttamente e quando ci sono le giuste indicazioni.