Parto prematuro: approvato un nuovo farmaco per prevenirlo

da , il

    Parto prematuro: approvato un nuovo farmaco per prevenirlo

    Pochi giorni fa la US Food and Drug Administration ha finalmente approvato il primo farmaco che riduce il rischio di parto prematuro, il Makena (caproato idrossiprogesterone), che aiuterebbe a prevenire le nascite premature in tutte quelle donne che ne hanno avuto una già in passato.

    Il parto prematuro,che come ben sapete avviene quando il bambino nasce prima delle 37 settimane di gestazione, a detta degli esperti aumenterebbe il rischio di complicanze alla nascita del neonato oppure di disabilità permanente come la paralisi cerebrale.

    Il nuovo farmaco quindi, ridurrà le probabilità di parto pretermine, questo però non sarà prescritto alle donne incinte di due gemelli e a quelle donne che hanno altri fattori di rischio. Nel 2006 un comitato consultivo della FDA aveva già messo in evidenza l’efficacia del caproato idrossiprogesterone, ma un aumento di rischio di aborti nel secondo trimestre e quindi la presenza di problemi che mettevano a rischio la gravidanza, aveva portato i ricercatori ad abbandonare quella strada.

    Per approvare il nuovo farmaco, l’FDA ha esaminato 463 donne in gravidanza, che in passato avevano avuto un parto spontaneo prematuro. Tra quelle che avevano ricevuto il Makena, solo il 37% ha partorito prematuramente, contro il 55% delle donne a cui non è stato dato nessun farmaco. Il Makena non provoca nessuna conseguenza per il bambino e viene somministrato con un’iniezione una volta a settimana, dalla 16a alla 37a settimana di gravidanza. Gli unici effetti collaterali riscontrati sono stati dolore, gonfiore o prurito al sito dell’iniezione, orticaria, nausea e diarrea. Le uniche reazioni gravi registrate sono state un’infezione al sito dell’iniezione ed un coagulo di sangue ai polmoni, ma sono state dichiarate casi rari dall’FDA.

    L’approvazione del Makena è un grande passo, anche perchè secondo il March of Dimes il parto prematuro avviene all’incirca in un caso su otto e negli Stati Uniti, dove è stata effettuata la ricerca, il tasso di parto pretermine sia aumentato oltre il 35% in questi ultimi 25 anni.