Pillola abortiva controversa: Ru486

da , il

    Pillola abortiva controversa: Ru486

    Dal primo Aprile anche in Italia le donne hanno il diritto di scegliere l’aborto farmacologico, grazie alla somministrazione della tanto controversa pillola abortiva Ru486, a base di mifepristone. Ma è doveroso andare a vedere più dettagliatamente di cosa si tratta e come agisce, visto che non stiamo parlando di una pillola magica che, una volta deglutita, raggiunge l’obiettivo in maniera indolore.

    Proprio per gli effetti immediati e drastici la pillola abortiva innovativa ha ricevuto in Italia numerose critiche. Dal momento che ora è una possibilità anche per le donne italiane è opportuno valutare meglio tutti gli aspetti. La somministrazione del mifepristone, uno steroide sintetico, dopo il concepimento provoca l’aborto impedendo al progesterone di svolgere il suo lavoro. La sua azione è praticamente sostituiva di quelle del bisturi, per cui l’aborto farmacologico comporta gli effetti di un aborto chirurgico, con il verificarsi ugualmente di emorragie, dolori addominali e problemi intestinali; il vantaggio, dal punto di vista della salute, è che non si corre il rischio di lesioni all’utero e non c’è bisogno di ricorrere all’anestesia. Oltre alla somministrazione del mifepristone (600 gr) tramite la pillola Ru486, l’intero processo abortivo viene completato due giorni dopo con la somministrazione della prostaglandina; normalmente entro 24 ore si verifica l’aborto spontaneo, anche se in alcuni casi possono essere richieste anche due settimane. Il mifepristone deve essere assunto sotto controllo medico, nonostante non sia necessario rimanere in ospedale durante tutta la durata del processo, entro le prime sette settimane di gravidanza, al fine di ottenere la massima efficacia. Per le minorenni è obbligatorio il consenso dei genitori. C’è una percentuale molto bassa (sotto il 5%), di esiti negativi, a seguito dei quali l’unico metodo resta il trattamento chirurgico.