Prevenzione delle malattie: dalla Gran Bretagna arrivano i super cani

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    Prevenzione delle malattie: dalla Gran Bretagna arrivano i super cani

    La prevenzione delle malattie sta conoscendo un periodo molto florido e i risultati cominciano ad essere incoraggianti e soddisfacenti; siamo ancora molto lontani da una prevenzione totale, ma le ricerche fanno ben sperare. Un nuovo metodo, alternativo ai macchinari e alle visite invasive, è il fiuto dei cani. Inglesi, per la precisione; si chiamano Glenn e Lucy e sono due labrador provenienti dall’Inghilterra e ‘assunti’ presso l’ospedale di Pergine Valsugana. Il loro compito principale consiste nella prevenzione di malattie come il diabete, il morbo di Addison e i tumori. Tutto questo con anticipo rispetto ai test di laboratorio.

    Il fiuto come rilevatore

    I cani hanno un olfatto estremamente sviluppato, migliaia di volte più efficace di quello umano, e per questo sono in grado di avvertire una differente presenza di zuccheri nel sangue, oppure possono identificare le cellule malate.

    I tumori che Lucy e Glenn sono in grado di diagnosticare con anticipo sono quelli che coinvolgono i reni, la vescica, la prostata e i polmoni.

    L’utilizzo in campo medico

    Questo è un potenziale di cui sono dotati i cani, che però dovranno essere seguiti e ben addestrati, in modo da non creare falsi allarmi. Associazioni dedicate al tema già ci sono, come la Medical Detection Dogs, una Onlus che si occupa proprio di fornire alle strutture di assistenza e sanitarie analisi e test non invasivi grazie all’utilizzo dell’olfatto dei cani.

    I pazienti cui si rivolge questa metodologia di prevenzione sono soprattutto bambini, diversamente abili, malati gravi e anziani, cioè le categorie più deboli, che in certe occasioni non possono sostenere esami invasivi.

    Per il momento c’è molto entusiasmo e i due cani inglesi stanno facendo vedere grandi cose, anche se per ora ci si è limitati a prove di valutazione, come il riconoscimento di tessuti malati e di campioni di urine.

    Un simile fenomeno è già in atto in Italia, a dire il vero, dove ne Centro Militare veterinario di Grosseto verranno addestrati dei pastori tedeschi a riconoscere le urine di pazienti affetti da cancro alla prostata.