Problemi di colite: perchè le donne ne soffrono di più?

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    Problemi di colite: perchè le donne ne soffrono di più?

    Un tempo si chiamava colite (o colon irritabile), oggi si usa più intestino irritabile (IBS) ma la sostanza non cambia: resta un tipico fastidio femminile che provoca dolori addominali, attacchi di diarrea o stipsi, gonfiore etc. I sintomi sono talmente tanti ed eterogenei che spesso si tende a confonderla con altre malattie. Spesso si tende a dare la colpa al cibo e quindi si suggerisce un’alimentazione sana come rimedio alla colite.

    In realtà la causa della colite va ricercata a metà strada tra fisico e mente: è dovuta sicuramente ad alcune abitudini sbagliate, come vita sedentaria e alimentazione non equilibrata ma anche a disfunzioni ormonali. Chi ne soffre spesso lamenta sintomi di natura diversa e quindi spesso viene accusato di essere un ‘malato immaginario’. La difficoltà di individuare una causa unica o predominante si riflette nell’incertezza delle cure, che spesso sono più che altro palliativi per ridurre i sintomi. Oltre il 70% delle vittime dell’intestino irritabile è di sesso femminile. Ma perché questo organo, che i medici individuano come secondo cervello, è più vulnerabile nelle donne in età fertile? Ci sono tre possibili spiegazioni: la prima è fisica e riguarda le fluttuazioni ormonali, la seconda è di carattere culturale e sottolinea che la donna è più sensibile ai segnali di malessere che il corpo invia e si sottopone a controlli più frequenti, l’ultima invece è caratteriale perché le donne sono più soggette a stress. Insomma ancora una volta noi donne siamo costrette a fare i conti con la nostra sensibilità e con i nostri ormoni: in particolare è l’alternanza di estrogeni e progesterone, che si verifica durante il ciclo mestruale, a causare effetti di rallentamento o attivazione della motilità intestinale.