Protezione solare ad alta tecnologia: ecco come cambia l’abbronzatura

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    Protezione solare ad alta tecnologia: ecco come cambia l’abbronzatura

    La protezione solare è un prodotto che inizia a far parlare di sé proprio in questi giorni, quando di solito cominciano a vedersi i primi bagni di sole. Oggi la protezione solare può perdere la sua classica accezione, per presentarsi sotto una nuova veste tecnologica, risultato di studi e ricerche. I ritrovati di ultima generazione, oltre a proteggere la pelle dagli effetti nocivi delle radiazioni solari (raggi UV), scherma in modo rivoluzionario sia contro gli UVB che gli UVA, grazie al contenuto di foto immunoprotettori naturali, quali l’ectoina e il tè verde.

    Una nuova protezione solare

    Questo nuovo prodotto, chiamato ImmunoProtection, è comunque suggerito per tutti quelli che sono soliti passare diverse ore esposti al sole, come chi lavora nei cantieri, va in barca a vela o corre in luoghi non riparati dai raggi solari. Come hanno spiegato Stefano Manfredini, professore di Chimica Farmaceutica e Tossicologica presso l’Università di Ferrara, si passa ad una nuova concezione della protezione solare, quella foto protettiva. I raggi UV di tipo A, gli UVA, sono quelli con maggiori capacità di penetrazione nella cute (con relativo danneggiamento del DNA), e per questo motivo posseggono maggiori capacità di causare malattie delle pelle e tumori.

    Maggiore sicurezza

    Agendo in maniera totale contro i raggi UVA e UVB, la nuova generazione di prodotti per la protezione solare sarebbe in grado di garantire tutela per la salute e la l’aspetto estetico della pelle. Lo studio si è basato sulla consapevolezza che, per scegliere la protezione adeguata, non basta semplicemente riferirsi al proprio fenotipo (cioè l’insieme di tutte le caratteristiche osservabili in una persona: nel caso specifico il colore della pelle), ma bisogna anche conoscere il fototipo, determinato dalla quantità e dalla qualità della melanina presenta sulla cute. Il fototipo è fondamentale per la risposta della pelle all’assorbimento delle radiazioni solari (chi si abbronza, chi si scotta, ecc.).

    Le prime esposizioni solari devono essere graduali, anche se viene applicata una buona protezione: evitate infatti di concentrare tutta la carica solare durante il fine settimana, per poi sfoggiare con fierezza la tintarella in ufficio. Magari aspettate tre settimane, ed avrete una pelle comunque abbronzata, ma di certo più sana.