Psicologia urbana: la classificazione degli automobilisti nel traffico

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    Psicologia urbana: la classificazione degli automobilisti nel traffico

    Il traffico fa ammalare circa la metà degli automobilisti italiani, lo abbiamo visto in un precedente articolo; quello che va ora approfondito è lo studio relativo alla classificazione dei tipi di utenti della strada e la psicologia urbana non ha perso l’occasione per farlo. La società moderna e le sue abitudini frenetiche hanno cominciato a plasmare delle sub categorie di cittadini che esprimono le loro caratteristiche nel traffico di tutti i giorni. Sono state identificate dall’Osservatorio Tom Tom cinque diverse figure, ognuna con le sue peculiarità, i suoi problemi di salute ed i suoi profili specifici. Eccole.

    Si comincia con gli irritabili, il 26% degli automobilisti, quelli solitamente laureati, di età inferiore a 34 anni e costretti ad essere sempre di fretta: i loro disturbi tipici sono le emicranie ed i problemi gastrici.

    I tesi, il 22%, si collocano in nuclei urbani con un numero di abitanti superiore a 100.000 del nord Italia. Sempre inseguiti dall’ansia, si innervosiscono facilmente e sono particolarmente propensi a all’ipertensione e alla gastroenterite. Passano la maggior parte del loro tempo in macchina.

    I rassegnati rappresentano il 19% degli automobilisti e hanno l’abitudine a percorrere ampie distanze per molto tempo e sono ben attrezzati a superare anche i momenti più difficili grazie a snack ed acqua di scorta, cellulare, lettore Mp3 e giornali. Si materializzano nelle figure dei rappresentanti, dei camionisti o dei tassisti.

    Gli indifferenti, la quarta categoria, il 17%, non si scompongono più di tanto nel traffico, anzi ne approfittano per dedicarsi a lunghe chiamate al cellulare. Fanno parte di questo gruppo la casalinghe, gli studenti ed i disoccupati, per lo più giovani.

    Chiudono la rassegna gli arrabbiati, il 16%, automobilisti over 50, solitamente appartenenti a piccole realtà del nord Italia che prendono la macchina solo per necessità. Non sopportano rallentamenti e traffico e sono quindi più propensi ad attacchi di ansia o di panico.