Ricerca della felicità: è possibile catturarla?

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    Leopardi diceva che la felicità un intervallo tra un dolore e l’altro. Visione pessimistica che rispecchia il pensiero di uno dei più grandi poeti italiani, ma anche un’affermazione che ci riporta alla realtà. La felicità fa bene alla salute, soprattutto al cuore, ci va vivere in maniera particolarmente intensa certe momenti, ma alla fine la felicità esiste davvero? O sono solo attimi felici di cui la felicità è espressione? Quindi uno stato mentale che abbiamo creato noi?

    La felicità è in effetti qualcosa di inafferrabile, come d’altronde il suo sentimento opposto, la tristezza: dipende tutto da come viviamo ogni situazione, ogni momento della nostra vita: la nostra felicità può essere tristezza per altri (una vittoria in una competizione ad esempio) e viceversa, può avere picchi intensi e subito dopo svanire rapidamente, come nei giorni successivi ad una vacanza. Catturare la felicità non è possibile, non possiamo averla sempre, altrimenti non potremmo apprezzarne il valore, facendone così decadere il significato. La felicità è la sensazione più bella che si possa provare, è costituita di attimi, spesso piccoli ma intensi, e proprio per la loro brevità speciali ed unici: un sorriso, un pianto, un’immagine, sono solo dei brevi istanti che però restano immortali nella nostra mente. Voler essere a tutti i costi felici rompe questa magia, fa sì che pensiamo solo a noi stessi, divenendo poi egoisti; la felicità non va cercata, catturata, imprigionata, ma arriva da sé, senza preavviso, e allo stesso modo va via. Allora lasciamola libera, e quando arriva, godiamoci il momento con tutta l’intensità possibile.