Sale iodato, quando usarlo e a cosa serve

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    Sale iodato, quando usarlo e a cosa serve

    A cosa serve il sale iodato? E quando usarlo? Lo troviamo sempre tra i banchi del supermercato, ne parlano spesso i nutrizionisti e costa di più di quello tradizionale, ma questo sale fa davvero bene? E in quali cosi è sconsigliato, invece?

    Cos’è il sale iodato

    Il sale iodato è un comune sale da cucina addizionato artificialmente di iodio. Ogni chilogrammo di sale iodato contiene 30 mg di iodio. Questo quantitativo risulta particolarmente importante se si considera che il fabbisogno di iodio negli adulti è di 150 microgrammi al giorno, mentre le donne in gravidanza dovrebbero assumerne di più, per assicurare il normale sviluppo del feto.

    Perché consumare il sale iodato

    Il consumo di sale iodato si rende necessario soprattutto in alcune zone del pianeta dove, le abitudini alimentari o altri parametri, rendono necessaria l’integrazione dello iodio nella dieta. L’alimentazione, poi, è l’unico modo per introdurlo nell’organismo, perché lo iodio non è sintetizzato naturalmente dal nostro corpo. Il Ministero della Salute ha anche promosso una campagna di sensibilizzazione per l’uso generalizzato del sale iodato, che permette di prevenire il gozzo, una malattia che può avere conseguenze più o meno severe, a seconda dell’età e del sesso del soggetto colpito. Nessuna controindicazione, quindi, nella sostituzione del sale classico con quello iodato. Anzi, questa sostituzione è stata consigliata dal Ministero della Salute a scopo preventivo.

    Sale iodato, quanto usarne

    Il sale iodato non è quindi un tipo di sale consigliato in alcune diete, ma un condimento che andrebbe consumato con regolarità in sostituzione di quello classico. Comunque, anche in questo caso, non bisogna esagerare, perché un consumo eccessivo di sale, anche se iodato, può essere nocivo e generare diverse patologie, come ipertensione, tumore allo stomaco e osteoporosi. Per questo, si consiglia di consumare una quantità di sale non superiore ai 6 grammi al giorno. Si ricorda, infine, che alcuni alimenti contengono naturalmente iodio, come i crostacei e i pesci di mare.