Sbadigliare per fare amicizia: scoperta la nuova funzione dello sbadiglio

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    Sbadigliare per fare amicizia: scoperta la nuova funzione dello sbadiglio

    Perchè si sbadiglia? Lo sbadiglio rimane uno dei grandi enigmi della scienza medica. Da secoli si elaborano teorie attraverso le quali incasellare questo semplice riflesso che ci accompagna sin dalla nascita e ci avvicina tanto al regno animale. Tutte le specie, pesci compresi, in una maniera molto simile alla nostra, lo condividono. Ossigenare il cervello, regolare la temperatura corporea, bilanciare la pressione dell’orecchio, risvegliare l’organismo? Si forse, ma l’ultima teoria in ordine di apparizione individua nella socializzazione la funzione primaria. La meta evolutiva che contraddistingue lo sbadiglio per alcuni studiosi svizzeri, infatti, sarebbe quella di facilitare la socializzazione, avvicinare all’altro, entrare in empatia, in poche parole fare amicizia.

    Escluso dalle pagine di ogni galateo, lo sbadiglio non trova degna sistemazione neppure nei libri scientifici. Eppure da secoli si ragiona sul perché si sbadigli, quali funzioni abbia e soprattutto quale, vista la lunga lista di probabili benefici, sia la sua effettiva ragion d’essere, la funzione principale. Dalle ultime ricerche sembra prendere piede una nuova teoria che abilita lo sbadiglio a vero gancio utile alla socializzazione tra individui.

    Una teoria nuova che si aggiunge alle precedenti ma sposta completamente dal campo fisiologico a quello sociale la funzione dello sbadiglio.

    L’interpretazione sociale dello sbadiglio spiegherebbe, secondo il dottor Adrian G. Guggisberg, del Dipartimento delle Neuroscienze Cliniche degli Ospedali Universitari di Ginevra, anche il perchè dello sbadiglio contagioso. Si tratterebbe di un comportamento sociale – spiega il dottor Guggisberg – lo sbadiglio è un messaggio quasi universalmente compreso, una forma di comunicazione non verbale che induce una migliore sincronizzazione di un determinato gruppo sociale.

    Altra osservazione a favore di questa teoria sociale: sbadigliare è contagioso, ma soltanto per i soggetti sani dotati di competenze sociali intatte. Studi a rigurado hanno dimostrato che i pazienti affetti da schizofrenia o da autismo, reagiscono in minor misura allo sbadiglio.

    Esisterebbe dunque una correlazione fra la contagiosità dello sbadiglio e la capacità di empatia degli esseri umani. Secondo i ricercatori, osservare o percepire altre persone che sbadigliano, attiva una complessa rete di regioni cerebrali legate all’imitazione, all’empatia e al comportamento sociale.