Scompenso cardiaco: sintomi, cause e cure

Scompenso cardiaco: sintomi, cause e cure
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    Scompenso cardiaco: sintomi, cause e cure

    I sintomi, le cause e le cure dello scompenso cardiaco sono diversi. Lo scompenso cardiaco si può definire anche come incapacità del cuore di assolvere alla normale funzione di pompa e di garantire il corretto apporto di sangue a tutti gli organi. In fase iniziale la malattia può essere del tutto asintomatica, quindi passare inosservata anche per molto tempo. A differenza di quanto si possa credere, poi, questa patologia si può manifestare a qualsiasi età e può avere diverse cause.

    Le cause dello scompenso cardiaco possono essere diverse. Generalmente, esso si manifesta in seguito ad un infarto del miocardio, ma può essere anche dovuto a un’ipertensione arteriosa non trattata o ad una disfunzione delle valvole del cuore. In base alla gravità dei sintomi, comunque, si distingue in ambito medico tra quattro classi di scompenso cardiaco. Se di prima classe, lo scompenso non pregiudica lo svolgimento di attività fisica; se di seconda lo scompenso è lieve e l’attività fisica moderata (anche il semplice salire le scale) provoca affaticamento e difficoltà a respirare; se di terza classe lo scompenso cardiaco si definisce “moderato” e anche l’attività fisica minima (come il camminare) provoca affaticamento; se di quarta classe, infine, lo compenso cardiaco è qualificato come grave e il senso di affaticamento e la difficoltà a respirare si riscontra anche a riposo. Ma, quali sono gli altri sintomi dello scompenso cardiaco?

    In fase iniziale lo scompenso cardiaco è asintomatico e si può avvertire solo una difficoltà nella respirazione quando si compiono sforzi fisici. Purtroppo, però, l’andamento naturale della patologia è progressivo e i sintomi più importanti.

    Quando si avvertono, comunque, i sintomi dello scompenso cardiaco sono:

    - mancanza d’aria e difficoltà a respirare (da sforzo o a riposo)
    - edema (ristagno di liquidi) degli arti inferiori
    - senso di stanchezza e malessere
    - tosse
    - addome gonfio o dolorante
    - perdita di appetito
    - confusione e perdita della memoria.

    Al manifestarsi di questi sintomi il medico può prescrivere alcuni esame per la conferma della diagnosi. Tra questi:

    - elettrocardiogramma
    - radiografia del torace
    - prelievo per dati ematochimici
    - holter ECG 24 ore
    - test ergometrico.

    La cura in questi casi mira a ridurre i sintomi e rallentare la progressione della patologia. Fondamentale anche la diagnosi precoce che permette di garantirsi maggiori possibilità di successo nella cura e maggiori possibilità di sopravvivenza. Il medico interviene, dunque, con una terapia farmacologica e suggerendo uno stile di vita meno sedentario. Anche la dieta viene programmata, consigliando soprattutto la diminuzione del sale assunto. Qualora poi la sola terapia farmacologica non fosse sufficiente, si può raccomandare una terapia elettrica, mediante l’impianto di dispositivi cardiaci con intervento chirurgico.

    Foto tratta da Pixabay

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