Società maschilista? No, gli uomini sono solo più competitivi

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    Società maschilista? No, gli uomini sono solo più competitivi

    In una società maschilista, nella quale le donne faticano ancora ad affermare i propri principi e la propria uguaglianza, sia in casa che al lavoro, una nuova ricerca tedesca (promossa dall’Iza Research Institue) si è messa d’impegno per dimostrare che in realtà gli uomini possono vantare stipendi medi più alti e posizioni di maggiore prestigio, grazie alla loro maggiore competitività rispetto alle donne. Tra gli autori della ricerca, che ha proposto una teoria del successo lavorativo maschile grazie ad una base genetica, era presente anche una componente femminile, Daniela Rutzler.

    Lo studio si è basato sull’analisi di 1035 soggetti compresi fra i tre ed i 18 anni di età, sia maschi che femmine, sottoposti ad un test matematico (da otto anni in su) e ad una gara di corsa (minori di otto anni). È stato proposto ai bambini di scegliere se affrontare le prove insieme ad altri tre compagni oppure da soli e il compenso pattuito era di due euro per la prima opzione e di 50 centesimi per la seconda. In tutti e due i casi è risultato che i maschi hanno una predisposizione maggiore alla competizione rispetto le donne (40% contro 20%) a prescindere dalla classe di età a cui appartengono.

    Quello che fanno notare gli studiosi è che le ragazze, pur raggiungendo brillanti prestazioni sia nel campo fisico che in quello intellettuale, avrebbero la tendenza ad evitare il confronto perché sottovalutano le loro potenzialità. Proprio da qui nasce quindi la teoria che, così come nei giochi e nelle competizioni, anche nel lavoro occorre essere competitivi per riuscire ad ottenere posizioni gratificanti e ben retribuite.

    Riguardo la competitività sono d’accordo, ma resto fermamente convinta della presenza di un forte maschilismo nella nostra società, visto che spesso le posizioni di più alto livello sono precluse a prescindere dalle donne.