Stafilococco aureo: sintomi, contagio e terapia

Stafilococco aureo: sintomi, contagio e terapia
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    Stafilococco aureo: sintomi, contagio e terapia

    Lo stafilococco aureo è un batterio presente nell’organismo umano, più precisamente nel naso e sulla pelle, ed è responsabile di diversi tipi di intossicazione dell’organismo, che portano anche a problemi di salute, a causa delle tossine che rilascia. Lo stafilococco aureo si manifesta quando le difese immunitarie si abbassano ed è causato principalmente dall’assunzione di alimenti contaminati, quali le carni crude (più che altro insaccati), il latte, i prodotti fatti a mano e i formaggi ; una volta attecchito in essi, il batterio si moltiplica e produce le tossine. L’infezione da stafilococco si può trasmettere tramite contagio sia diretto che indiretto da parte di un soggetto sano.

    Il contagio diretto si verifica anche con lo scambio di fluidi corporei, inclusa la saliva, mentre quello indiretto avviene se le persone già infette vengono a contatto con i cibi freschi ed è per questo che lo stafilococco prolifera maggiormente.

    I sintomi dell’infezione da stafilococco aureo si manifestano principalmente nelle malattie gastrointestinali, quindi il soggetto colpito avrà vomito, nausea, diarrea, cefalea e, alcune volte, forti dolori addominali e crampi allo stomaco.

    I sintomi si presentano di solito entro le sei ore dall’infezione, quindi molto rapidamente, ma esistono anche casi in cui le prime avvisaglie arrivano dopo i 30 giorni dal contagio.

    Per quanto riguarda il decorso di questo tipo di infezione, nella maggior parte dei casi i pazienti tornano nella loro condizione normale nell’arco di 3 o 4 giorni, benché si registrano anche condizioni più serie che richiedono un trattamento specifico e quindi una degenza più lunga. Il ricovero in ospedale, in isolamento, è una soluzione verosimile.

    La prevenzione dell’infezione da stafilococco è possibile cercando di assumere solo cibi controllati e di sicura provenienza e cercando di non venire in contatto con indumenti o asciugamani usati, che potrebbero favorire il contagio.

    Ma, come si sa, anche se ci si applica meticolosamente per allontanare il pericolo di infezione, questa può sempre manifestarsi e dunque bisogna curarla. Le terapie per debellare lo stafilococco aureo si rimandano ai vari antibiotici, soprattutto quelli che fanno parte delle famiglie della neomicina, dell’eritromicina, della novobiocina e del cloramfenicolo.

    L’utilizzo di farmaci sulfamidici è invece una soluzione più estrema, attuata quando il problema si presenta in una condizione particolarmente grave.

    Gli autovaccini e i vaccini antistafilococchi polivalenti vengono invece utilizzati come integrazione agli antibiotici.
    Una controindicazione nell’uso degli antibiotici riguarda la possibilità che essi possono provocare e alimentare le forme stafilococciche di enterocolite, a causa delle alterazione dei normali processi fermentativi e della distruzione della flora batterica nell’intestino.

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