Stare troppe ore al pc fa male? I danni del computer al cervello

Stare troppe ore al pc fa male alla salute? I danni del computer al cervello sono provati scientificamente? Cosa fare per proteggersi efficacemente? Insomma, le domande che ci si pone sono tante e non a tutte la scienza ha ancora dato una risposta precisa. Il problema, però, è contingente, se si pensa a quante ore passiamo davanti allo schermo, per lavoro o piacere. Come fare prevenzione, dunque?

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    Stare troppe ore al pc fa male? I danni del computer al cervello

    Stare troppe ore al pc fa male alla salute? I danni del computer al cervello sono provati scientificamente? La tecnologia, si sa, è croce e delizia dei giorni nostri. Ci mette in contatto con l’altra parte del mondo, è vero, ma quante insidie nasconde? Cosa fare per proteggersi efficacemente? Sono dubbi che dobbiamo chiarire se pensiamo a quante ore passiamo davanti allo schermo durante l’orario di lavoro o per comunicare con gli amici. Ma, quali sono, quindi, i danni effettivi che possono essere causati da un eccessivo utilizzo del computer e come fare prevenzione?

    Troppe ore davanti al pc: i sintomi

    Trascorrere troppo tempo davanti al pc può portare alla comparsa di diversi sintomi. Del resto, sono proprio questi che devono metterci in allarme e spingere a chiederci cos’è che non va. Tra gli effetti più comuni legati ad un uso eccessivo del pc, sicuramente la stanchezza agli occhi. Questa si manifesta con rossore e bruciore oculare, ma anche con un peggioramento della capacità di messa a fuoco fino allo sdoppiamento della visione. Infine, può aversi prurito oculare, più o meno intenso.

    Non solo, quando si passa molto tempo davanti al pc si rischia anche di sovraccaricare la colonna vertebrale (da seduti); per questo può insorgere mal di schiena intenso. Ovviamente, tutto a discapito della postura corretta, che può risentirne notevolmente. Infine, il mal di testa: chi di noi non ha notato che dopo una giornata trascorsa tra pc e smartphone si avverte come un cerchio alla testa? Insomma, i sintomi da eccessivo utilizzo del pc sono diversi.

    Rischi al cervello

    Stare troppo al pc fa male al cervello? I rischi cerebrali legati all’utilizzo eccessivo del pc sono ancora in fase di studio. Dobbiamo, quindi, affidarci ad alcune ricerche. Ebbene, secondo gli studiosi dell’Università di Xidian, attraverso dei test effettuati a due gruppi di studenti universitari, trascorrere troppe ore al pc potrebbe effettivamente avere delle ripercussioni sul cervello.

    La ricerca sui danni del computer al cervello è stata così condotta: nel primo gruppo c’erano 18 volontari che passavano al computer 10 ore al giorno per 6 giorni a giocare sul web, mentre il secondo gruppo era costituito da 18 persone che dedicavano alla rete al massimo un paio d’ore al giorno. Analizzando il cervello di tutti i partecipanti allo studio attraverso la risonanza magnetica, è risultato che gli appartenenti al primo gruppo avevano alcune aree celebrali ridotte dal 10 al 20% del volume. Questa riduzione riguardava sia la corteccia, a cui sono associate funzioni di alto livello come le emozioni, il linguaggio e gli stimoli sensoriali, sia la memoria.

    Si tratta, per ora, di studi tutti da avvalorare con ulteriori ricerche, ma che potrebbero lasciare intendere che dovremmo evitare un uso indiscriminato del personal computer e del wi-fi .

    Rischio infarto

    Pare anche, stando ad altre ricerche, che trascorrere troppo tempo davanti al pc aumenti il rischio di infarto ed ictus. In questo caso il rischio è legato soprattutto alla sedentarietà. E’ noto ai più, ormai, che la vita sedentaria aumenta le probabilità di incorrere nelle malattie dell’apparato cardiovascolare. Tra queste, anche infarto (attacco cardiaco) ed ictus. Per ridurre questo rischio dovremmo, quindi, praticare una moderata attività fisica.

    Stare troppo al pc fa male agli occhi

    Stare troppo al pc fa male agli occhi? Secondo diverse ricerche sì, e per diverse ragioni. Basti pensare che con sole due ore al giorno davanti al monitor possono aumentare seriamente i problemi di vista, come la miopia. A peggiorare la situazione è poi anche l’uso massiccio di smartphone, per controllare email, inviare messaggi e foto. E gli schermi sono spesso molto piccoli e non sempre puliti. Alla fine di una giornata di lavoro, quindi, gli occhi possono risultare stanchi, spenti e arrossati.

    E’ la cosiddetta “sindrome da visione al computer”. Questi sintomi aumentano nel caso in cui si indossino le lenti a contatto. Per questo gli esperti consigliano di preferire sfondi di colore grigio a quelli chiari o bianchi (perché la vista verrà sforzata di meno) e di regolare la luminosità del monitor in base all’orario in cui si usa il pc. Infine, ricordatevi di rispettare la regola del “20-20-20″: in America la regola prevede che ogni venti minuti di lavoro al pc, si faccia una pausa di 20 secondi, facendo una “passeggiata” di venti piedi, ovvero circa 6 metri. Così facendo, si affaticheranno di meno gli occhi.

    Stress e ansia

    I problemi di salute fisica non sono gli unici legati all’utilizzo del pc. Troppe ore davanti al computer, infatti, possono determinare anche un maggiore senso di solitudine. Pensiamo agli adolescenti, a come si isolano davanti al pc. Non solo, a risentirne sono anche ansia e stress, che aumentano notevolmente. Se al pc si lavora, poi, l’effetto è assicurato!

    Sindrome da dipendenza da computer

    La sindrome da dipendenza da internet e da computer esiste. I sintomi più comuni in questi casi sono:

    • Bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione e benessere.
    • Marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet, come lo sport o, al limite, il lavoro.
    • Sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso del pc, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione e pensieri ossessivi.
    • Necessità di accedere alla rete internet frequentemente.
    • Impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso del pc.

    Nel caso l’uso del pc diventi maniacale, si consiglia di consultare uno psicologo.