Sviluppo emotivo: allegri si nasce, piagnoni si diventa

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    Sviluppo emotivo: allegri si nasce, piagnoni si diventa

    Ogni volta che sentiamo il pianto di un bambino piccolo quasi non ci facciamo caso: è normale, naturale, pensiamo. In realtà non è affatto così, il pianto è un’emozione, o meglio dire un’espressione acquisita, di contro la risata è innata. La scoperta è stata resa nota dopo uno studio condotto dai ricercatori olandesi dell’istituto Psicolinguistico Max Plank: secondo loro siamo in grado di ridere da appena nasciamo, mentre le altre emozioni si apprendono con il crescere. Questo potrebbe sembrare strano, visto che il bambino piange non appena viene al mondo, ma gli studiosi hanno spiegato che quella forma di pianto è una sorta di reazione allo choc, un modo per recuperare ossigeno.

    Per dare credibilità alle loro teorie hanno deciso di passare alla fase sperimentale grazie a 16 volontari non udenti dalla nascita e ad altri 25 senza problemi di udito. È stato chiesto al primo gruppo di esprimere, senza utilizzare le parole, le varie emozioni umane come la rabbia, la tristezza, la gioia, il disgusto, ecc, mentre il secondo gruppo aveva il compito di associare ogni suono ad una emozione.

    Il risultato è stato quello atteso: gli unici suoni che sono stati interpretati in maniera esatta erano quelli che rappresentavano la gioia, gli altri erano o poco riconoscibili o confusi. Questo perché coloro che sono privi dell’udito dalla nascita, non avendo mai sentito alcun suono relativo ad una emozione, hanno utilizzato il loro istinto, il loro impulso innato e l’unico ad essere compreso è stato quello della risata.

    Ridere è dunque innato, mentre piangere, gemere, borbottare e gli altri derivano tutti da conoscenze acquisite nell’arco dello sviluppo emotivo.