Tornare a lavoro dopo le feste: jet-lag sociale

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    Tornare a lavoro dopo le feste: jet-lag sociale

    I medici lo definiscono jet-lag sociale perché tornare al lavoro dopo le ferie assomiglia molto ad un lungo volo intercontinenatale. I disturbi fisici e i malesseri psicologici che accompagnano per settimane chi rientra in ufficio sono veramente simili a quelli che compaiono dopo l’atterraggio dell’aereo. E cioè spossatezza, cambi repentini di umore, incapacità di prendere sonno durante le ore notturne e una costante sonnolenza durante quelle diurne. Insomma: altro che rimettersi all’opera con fresca carica e rinnovata energia. Molte di noi conoscono bene i sintomi e lo stress da rientro al lavoro dopo le vacanze.

    Molte di noi conoscono perfettamente quell’insieme di stati d’animo e di sensazioni fisiche che ci fanno sentire frastornate, scombussolate ed estremamente stanche. Il termine utilizzato da alcuni ricercatori britannici ne riproduce in gran parte in senso: jet-lag sociale. Seppur non ci siamo mosse da casa, ci sentiamo come se avessimo sorvolato oceani e attraversato fusi orari. Gli scienziati d’oltremanica arrivano a sostenere, così, che la pausa lavorativa rappresentata dai giorni rossi del calendario, o quella settimana lunga tra Natale e Capodanno, potrebbe essere più un male che un bene.

    I pranzi abbondanti, le calde dormite mattutine, le notti tra brindisi e ore piccole hanno alterato così tanto i nostri ritmi psicofisici che, ora, ritornare alle nostre scrivanie sarà davvero dura. E i disturbi descritti sopra potrebbero, pure, durare a lungo. Ma voi, che dite: ne è valsa la pena?