Transaminasi alte: cause e rimedi

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    Transaminasi alte: cause e rimedi

    Quali sono le cause e i rimedi delle transaminasi alte? Le transaminasi sono gli enzimi coinvolti nella trasformazione degli aminoacidi e sono responsabili del buon funzionamento del fegato. Per questo, se il medico prescrive negli esami del sangue anche il controllo di questi enzimi, è perché queste sono un buon indicatore della funzionalità epatica. Vero è anche che, le transaminasi alte, possono essere spia di altre patologie, come l’ipotiroidismo o la mononucleosi.

    Transaminasi alte

    Le transaminasi sono gli enzimi che determinano la trasformazione degli aminoacidi in eccesso in ammoniaca (sostanza di scarto che viene eliminata dall’organismo). Gli aminoacidi arrivano nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, mentre le transaminasi sono concentrate soprattutto nel fegato e, in piccole quantità, anche nel cuore e nei muscoli. Quando aumentano le concentrazioni delle transaminasi nel sangue, quindi, vuol dire che c’è un problema a carico del fegato o degli altri organi in cui essi si trovano. Per quanto riguarda i valori normali delle transaminasi, essi sono: per le donne da 1 a 36 U/L e per gli uomini da 1 a 43 U/L.

    Cause

    Le cause delle transaminasi alte possono essere diverse. Esse potrebbero essere dovute a un problema epatico, come la steatosi epatica, il fegato grosso, un’epatite o la cirrosi, ma anche una semplice infiammazione del fegato. Anche la mononucleosi, i problemi di tipo muscolare, l’assunzione di alcuni farmaci (che alterano la funzione epatica), l’abuso di alcol e l’avvelenamento da metalli pesanti, può determinare valori alti delle transaminasi. Infine, questi possono essere legati a malattie cardiache (come l’infarto), all’ittero ostruttivo (spesso dovuto a calcoli alla colecisti), all’ipotiroidismo e al cancro (quello al fegato o con metastasi a carico di quest’ultimo).

    Rimedi

    Come abbassare le transaminasi alte? Se le cause dei valori fuori norma sono di tipo patologico, occorrerà agire proprio sulla malattia che determina il problema. Diversamente, se dalle indagini eseguite non risulta alcun disturbo in atto, si dovrà intervenire sulla dieta e sullo stile di vita. In questi casi si consiglia l’astinenza completa dall’alcol, il dimagrimento (nei pazienti in sovrappeso), la sospensione di eventuali farmaci epatotossici e un’alimentazione adeguata. Tra i cibi da evitare in questi casi, infatti: le fritture e le conserve, la maionese e le salse, le carni grasse e gli insaccati, i dolci elaborati e le creme, la frutta secca e alcune verdure e ortaggi (cavolo, peperoni, melanzane, piselli, fave e funghi).