Trasmissione HIV: 1 dicembre Giornata Mondiale contro l’Aids

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    Trasmissione HIV: 1 dicembre Giornata Mondiale contro l’Aids

    Mantenere alta la guardia e combattere la trasmissione dell’HIV. Sono questi gli obiettivi strategici della Giornata Mondiale contro l’Aids che quest’anno si terrà il prossimo 1 dicembre. Un’occasione importante per portare sotto i riflettori i rischi di contagio del virus e raccogliere fondi destinati alla ricerca. E’ quanto mai necessario non abbassare il livello di allerta e l’intessesse su questa malattia che solo in Italia conta un nuovo caso ogni due ore. Tutta colpa dell’ignoranza e di alcune convinzioni sbagliate: soprattutto gli eterosessuali hanno creduto finora di essere immuni dal virus e di poter fare a meno di precauzioni. In Lombardia e in Lazio i numeri della malattia sono i più preoccupanti.

    Le due grandi città italiane, Milano e Roma, sono anche i principali centri di diffusione dell’HIV. Le categorie più colpite dal contagio, dunque, eterosessuali giovani e adulti, tra cui numerose donne. Uno su quattro non sa di esserlo e la trasmissione del virus rischia di assumere le sembianze di una vera e propria epidemia su larga scala. Una situazione inammissibile su cui pesano anni di silenzi e di campagne di sensibilizzazione e prevenzione che non hanno saputo modificare i comportamenti sbagliati dei più. I rapporti sessuali non protetti stilano una lunga lista di morti. Nel nostro paese, in trent’anni, ci sono stati 39.500 decessi; i casi conclamati di Aids ammontano a 62 mila mentre la trasmissione da madre a figlio ne conta 716.

    Dall’esplosione del virus, la ricerca ha raggiunto sicuramente alcuni importati traguardi. Ma si tratta di terapie per tenere a bada il decorso della malattia e per cronicizzarla. Oggi, il panorama medico, offre farmaci meno tossici e più tollerabili dall’organismo dell’ammalato, ma la vittoria è ancora lontana. Il vaccino preventivo, quello per non contagiarsi, è di là da venire. Il preservativo resta il migliore modo per tutelare la nostra salute, una barriera per le malattie sessualmente trasmissibili che pochi giorni ha ricevuto, finalmente, anche la benedizione del Papa.