Tumore al seno: sciroppo per la tosse utile per la cura

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    Tumore al seno: sciroppo per la tosse utile per la cura

    Dopo la notizia tutta italiana dell’impegno di una task force istituzionale per combattere il tumore al seno, dall’Olanda arrivano interessanti risultati di una delle ultime ricerche sull’argomento. Se i primi dati saranno confermati, la cura del tumore alla mammella avrà un altro alleato: lo sciroppo per la tosse. Il medicinale che si assume abitualmente contro l’infiammazione delle prime vie respiratorie, infatti, sembra capace di calibrare meglio il trattamento del tumore al seno e la sua azione curativa. Tutto merito del destrometorfano, principio attivo contenuto nel comune antitosse. A dirlo sono i ricercatori dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam durante una conferenza, tenutasi a Berlino, sulla chemioterapia.

    Durante il trattamento del cancro, e soprattutto dopo un intervento chirurgico, i medici prescrivono alle pazienti il Tamoxifen, farmaco che blocca gli effetti degli estrogeni, così da prevenire la crescita o la ricomparsa di alcuni tumori. Questo farmaco, però, non è assorbito dalle donne nello stesso modo per una serie di ragioni diverse e ancora non del tutto chiare. Tra i motivi, ci sono sicuramente i fattori genetici, l’interazione con altri farmaci e le cattive abitudini del fumo e del dell’alcol. Variabili di cui è difficile tener conto e che possono generare casi di resistenza al farmaco oncologico.

    E’ proprio in questa fase della cura che potrebbe rivelarsi molto utile lo sciroppo per la tosse, o meglio il destrometorfano. Lo studio, condotto dalla guidata dalla dottoressa Anne Joy-Corn, ha interessato 40 donne in terapia farmacologia, con il tamoxifen appunto, per tre settimane. E ha permesso ai medici di comprendere in che modo le pazienti stessero rispondendo al medicinale. La scoperta è promettente, dicono i ricercatori, perché ‘il Tamoxifen viene somministrato per circa cinque anni, quindi e’ molto importante sapere in anticipo se la terapia sta funzionando’. La stessa Joy-Corn aggiunge, infine, la necessità di continuare la ricerca.