Tumore al seno: sperimentazione positiva per la nuova cura

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    Tumore al seno: sperimentazione positiva per la nuova cura

    C’è una nuova speranza per la cura del tumore al seno, nello specifico la forma Her2 (che colpisce circa 8000 donne l’anno in Italia), dopo la seconda fase della sperimentazione di un ’anticorpo armato’. La definizione armato, attribuita dall’ESMO (società di oncologia medica Europea), si riferisce al fatto che la molecola-vettore di fatto si comporta come un missile intelligente, cioè rilascia il carico tossico solo sulle cellule tumorali, preservando quelle buone. Un netto passo aventi rispetto alla chemio terapia, soprattutto se pensiamo che la caduta dei capelli, durane la sperimentazione, è sprofondata dal 45% al 2%.

    Nuove speranze quindi, e neanche troppo lontane, visto che i ricercatori, soddisfatti dall’andamento della sperimentazione, ritengono di poter mettere il nuovo trattamento a disposizione delle pazienti entro il 2013.

    T-Dmi, questo il nome della molecola della speranza, è costituita da un anticorpo monoclonale, il trastuzumab, indicato con la lettera T, che viene già da tempo utilizzato con buoni risultati sul tumore al seno Her2, e da una sostanza, il Dmi, che però risulta altamente tossica per il corpo umano.

    La nuova ricerca è riuscita però a trarne un utilizzo positivo, grazie alla combinazione con l’anticorpo che le fa da vettore e la libera solo a contatto con le cellule tumorali. Il risultato è altamente soddisfacente: vengono attaccate e distrutte le cellule cancerose e preservate quelle sane, con un altissimo miglioramento della qualità della vita delle pazienti in cura. Inizia una nuova sfida terapeutica contro il tumore al seno, e se davvero tutto procederà come previsto, a breve si potrà applicare questa tipologia di attacco diretto alle cellule tumorali anche in altre forme di cancro.