Tumore della cute: la cura in una pianta infestante?

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    Tumore della cute: la cura in una pianta infestante?

    L’incidenza e la mortalità dei tumori cutanei sono ormai in aumento in tutto il mondo, ma dopo quest’ultima scoperta alcuni tumori potrebbero essere curati con l’estratto della linfa di una pianta: l’Eufhorbia peplus, questa pianta che tra l’altro è molto comune in Europa, risulta anche infestante! Gli studi sono ancora in fase embrionale, ma pochi giorni fa sono stati pubblicati sul British Journal of Dermatology i risultati di un esperimento su dei volontari. Gli artefici, ricercatori australiani del Queensland of Medical Research, hanno sperimentato questo estratto di linfa su 36 volontari, questi erano affetti da tumori cutanei come il carcinoma a cellule squamose ed il carcinoma a cellule basali.

    A questi volontari è stato applicato questo farmaco in sperimentazione localmente per tre giorni consecutivi, i risultati? 41 su 48 di queste lesioni neoplastiche della pelle sono scomparse in meno di un mese e a distanza di 15 mesi, più della metà dei volontari non presentava neanche tracce di recidive.

    La linfa dell’Euforbia, come abbiamo già detto, risulterebbe anti-cancerogena grazie al principio attivo della sua linfa, questa linfa sarebbe in grado di stimolare i neutrofili che agiscono direttamente sul sistema immunitario, questi distruggerebbero le cellule cancerose, evitando così le recidive tumorali. Purtroppo però, questa cura risulta essere utile solo per queste lesioni neoplastiche della pelle e non per il melanoma, queste lesioni sono considerate minori ma non per questo meno pericolose, anche perché si manifestano con maggiore frequenza.

    La cosa sorprendente di questa scoperta è che l’Euforbia è da sempre considerata una pianta infestante, infatti i ricercatori sconsigliano rimedi fai da te, magari creati in casa, proprio perché la linfa di questa pianta essendo tossica può provocare prurito e bruciore della pelle, a differenza delle controindicazioni che si possono avere dal farmaco preparato in laboratorio.

    Il risultato ottenuto si può definire soddisfacente, però nel contempo bisogna riconoscere che va testato per un periodo più lungo e su un numero maggiore di volontari.