Sindrome di Peter Pan: perché gli uomini non vogliono crescere?

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Sindrome di Peter Pan. Il puer aeternus, incapace di assumersi responsabilità, infantile, superficiale e concentrato solo su se stesso, è una specie tutt’altro che rara. A coniare l’espressione fu l’architetto Dan Kiley nel lontano 1983, lungimirante autore de “Gli uomini che hanno paura di crescere” e nonostante da allora di strada ne sia stata fatta, gli eterni adolescenti non si sono estinti.. anzi! Ma perchè gli uomini non vogliono crescere, preferendo ristagnare in una condizione di totale disimpegno?

E’ comodo

E’ comodo trastullarsi senza pensare al futuro, senza porsi degli obiettivi, senza impegni, senza doveri, senza responsabilità. Ma se fino a una certa età tutto rientra nella norma, superata la soglia dei trenta c’è da preoccuparsi. La vita è scandita da fasi, fossilizzarsi in una di esse è tanto comodo quanto insidioso. La felicità vera si conquista affrontando la vita con coraggio, non di certo nascondendosi dietro a un atteggiamento simpatico da eterno adolescente.

Hanno paura del coinvolgimento

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Gli eterni Peter Pan, con il loro atteggiamento scanzonato e superficiale, evitano come la peste i coinvolgimenti profondi e le grandi passioni, prediligendo storielle di breve durata e di minima intensità. Non prendono l’iniziativa perchè intimoriti e sono letteralmente terrorizzati dagli aspetti drammatici delle emozioni forti. Ma se si concedono, scelgono bene le loro vittime, prediligendo donne “affette” dalla sindrome della crocerossina, il cui motto è “io ti salverò”.

Temono di guardarsi dentro

Gli uomini che non vogliono crescere evitano l’introspezione, ignari di cosa significhi consapevolezza interiore. Scavare dentro di sé comporta spesso brutte sorprese, che loro non vogliono assolutamente affrontare.

Hanno paura di non potercela fare

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La sindrome di Peter Pan cela una profonda insicurezza nelle proprie capacità. L’eterno fanciullo si nasconde dietro la maschera da simpaticone immaturo, autoconvincendosi di essere davvero felice e soddisfatto della propria vita. In realtà la sua è una strategia inconscia per evitare di doversi mettere alla prova, dimostrando di essere all’altezza della realtà circostante.

Sono stati eccessivamente viziati

Spesso i maschi che soffrono della cosiddetta “neotenia psicologica” sono figli unici, viziati e straviziati dalle mamme. Abituati a non doversi assumere alcun tipo di responsabilità, si convincono che sia un loro diritto “eterno”, giustificandosi con un sorrisetto malandrino, tipico dei bimbi che sanno di aver sbagliato.

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