Il reato di stalking è entrato prepotentemente nella nostra cultura giuridica ed è servito a tutelare numerosi casi di minacce, controlli insistenti, molestie e comportamenti in ogni caso diretti a perseguitare, non necessariamente fisicamente, la vittima. Statisticamente nella maggior parte dei casi si tratta di ex partner: spesso lui non accettando la fine della storia inizia ad infastidire la donna. A fare notizia però in queste ultime ore è un caso di Bologna in cui i ruoli si invertono: la stalker è donna, e per giunta recidiva!
La storia ricorda la trama del noto film ‘Attrazione fatale’ ma è invece totalmente vera. La donna quarantacinquenne, non riuscendo ad accettare la fine della relazione d’amore, per oltre un anno ha tormentato il suo ex amante e sua moglie tanto da costringerli a denunciare l’atteggiamento persecutivo e morboso. Tutto è iniziato con telefonate e sms insistenti, anche nel cuore della notte: l’uomo si è trovato costretto a confessare alla moglie la relazione extraconiugale ma questo non è bastato a fermare la stalker. Per spaventare la coppia la donna ha anche inventato di avere una grave malattia a trasmissione sessuale. Il giudice Alberto Gamberini ha accolto le richieste del PM Maria Gabriella Tavano: la stalker non potrà avvicinarsi a più di 50 metri dalla casa e dal luogo di lavoro dei due e deve attenersi al divieto di comunicare con le vittime con qualsiasi mezzo. Oltre che per stalking la donna è stata accusata per danneggiamento aggravato perché ha imbrattato l’auto della nuova compagna con immagini oscene e ha tagliato le gomme dello scooter di lui. Per lei si tratta inoltre della seconda denuncia di questo tipo: già nel 2009 aveva reagito in maniera simile per la rottura di un’altra storia. La recidività è stata un’aggravante oltre ai danni di salute procurati alla moglie della vittima, che, dopo aver perdonato il tradimento del marito si è ritrovata anch’essa coinvolta indirettamente nelle minacce, manifestando problemi di stress e conseguenze gravi quali insonnia e anoressia. Una storia che sicuramente fa riflettere sui rischi di una passione insana e in cui forse tutti i protagonisti, in misura diversa, sono in parte vittime e carnefici allo stesso tempo.
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