Porro

Chi preferisce una cucina genuina, fatta di prodotti freschi e preparati al momento, deve anche sapere come preparare i vari ingredienti che va ad utilizzare, soprattutto se si tratta di verdure. Aglio, cipolla, carote e sedano sono infatti largamente impiegati per quasi tutti i piatti, mentre verdure come il porro trovano di solito spazio per preparazioni più specifiche. Sapere come pulire il porro è importante, al fine di utilizzare la parte migliore dell’ortaggio e scartare ciò che non serve. Il porro si trova in tutta Italia, è diffuso in tutto il mondo e deriva da tempi molto lontani, addirittura se ne ha traccia nella civiltà egizia.

Per pulire il porro, bisogna innanzitutto conoscerne le sue parti: le foglie sono opposte e il loro colore è verde, con una leggera tendenza al giallo; la parte commestibile, che si utilizza in cucina, è quella bianca del gambo, insieme alla prima parte delle foglie.

Il porro viene cucinato come zuppa o, più spesso, viene adoperato come ingrediente base, visto che il suo sapore ricorda molto quello dell’aglio e della cipolla, ma meno intenso di entrambi.

Vediamo ora come pulire il porro.

Prendete l’ortaggio, sciacquatelo sotto acqua corrente ed eliminate le radici, effettuando il taglio alcuni millimetri al di sopra di esse.

Anche le foglie vanno eliminate in gran parte, e infatti va rimossa tutta la superficie più verde, lasciando solo quella finale, adiacente al gambo bianco.

In alcuni casi, visto che i porri vengono coltivati prevalentemente in terreni sabbiosi, si potrebbero notare dei residui di sabbia. Nessun problema, è normale, basta che passiate ancora una volta il porro sotto acqua corrente per pulirlo.

Una volta che vi siete assicurate che non ci sia più sabbia, potete iniziare a tagliare il porro a rondelle; quando compaiono le prime tracce di verde all’interno, sciacquate di nuovo il porro ed eliminate un paio di strati superficiali.

Questo procedimento per la pulizia del porro va ripetuto, se necessario, finché l’ortaggio non sia stato tagliato del tutto.

Una volta ridotto in piccole rondelle, il porro è pulito e pronto all’uso.

Potete aggiungerlo al minestrone, per esaltarne il gusto, o al soffritto, per renderlo saporito ma non pesante, come accade con l’aglio o con la cipolla, cucinarlo come zuppa, ottima soprattutto nelle serata invernali, oppure potete congelarlo e riprenderlo quando si presenta l’occasione.

I porri sono ottimi anche fatti in padella con carciofi, uova o patate e aggiungono gusto ai minestroni.

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