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Come scegliere il riscaldamento più ecologico ed economico

come scegliere riscaldamento

L’inverno è alle porte e c’è già chi ha iniziato a domandarsi come scegliere il riscaldamento più ecologico ed economico per la propria casa. I criteri guida sono sostanzialmente due: l’esigenza di non inquinare e allo stesso tempo quella di risparmiare.
La scelta più rispondente a queste due esigenze sembra quella di ricorrere alle cosiddette biomasse, ovvero la materia vegetale che costituisce le piante.

Il riscaldamento, rappresentando circa il 79% dei consumi energetici casalinghi è anche una delle principali voci delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento atmosferico. Se utilizziamo le biomasse, oltre a favorire il mantenimento del verde e prevenire il dissesto idrogeologico, abbiamo una produzione neutrale di CO2. Quando bruciamo materiale legnoso, infatti, non facciamo altro che liberare anidride carbonica e lo facciamo nella stessa quantità che le piante filtrano dall’aria durante la crescita e che rilascerebbero naturalmente in atmosfera se fossero lasciate a marcire nei boschi, per effetto della decomposizione, che altro non è se non una sorta di combustione naturale.

Cosa bruciare? In genere si brucia la legna secca, ma in commercio sono attualmente disponibili anche pellets, cippato, nocciolino di oliva, semi di uva, gusci di nocciole e vari cereali (mais, grano, fagioli, ceci, semi vari).

Se nel dilemma su come scegliere il riscaldamento più ecologico ed economico farete prevalere le ragioni delle biomasse vi occorrerà un supporto nel quale bruciarle. La soluzione può venire da un caminetto, che è pure romantico oltre che funzionale. Ma ricordate che i caminetti tradizionali non sono efficienti al 100% né tanto meno sono ecologici in quanto gran parte del calore che producono viene disperso, consumano tanta legna a causa della combustione incompleta e inquinano l’atmosfera. Oggi in commercio esistono dei caminetti termici a focolare chiuso, di nuova generazione, i quali, invece, hanno un elevato rendimento termico (pari a circa l’85%) e generando una combustione completa non creano problemi di dispersione.

Se volete spendere un po’ di meno, invece, potreste pensare di optare per una stufa a pellet. Il pellet è un prodotto di scarto proveniente dalla lavorazione del legno e si presenta sotto forma di piccoli cilindri di legno.
I modelli più recenti di stufa riscaldano l’ambiente velocemente e in maniera più efficiente sfruttando il principio della distribuzione per convenzione, vale a dire una distribuzione ottimizzata delle temperature. Ci sono dei modelli che possono essere caricati automaticamente e che dispongono della possibilità di impostare il timer, così da accendere secondo le vostre esigenze.

Se optate per una fonte di riscaldamento del tipo che vi ho proposto in questo post con una sola fonte di calore – sia che si tratti di un caminetto termico che di una stufa a pellet – potete ottenere le funzioni di caldaia e boiler, con risparmio d’investimento, di spazio e con facilità di gestione. L’unica accortezza da avere, in questo caso, è quella di rimuovere periodicamente le ceneri per evitare il rischio di formazione di polveri sottili e fuliggini poco igieniche.

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