Bambini iperattivi: come riconoscerli ed aiutarli

iperattività

Come riconoscere i bambini iperattivi? E’ un dato di fatto che i bambini siano spesso moto più attivi di noi adulti e capita non di rado che un genitore venga assalito dal dubbio, in particolare al primo figlio, sarà iperattivo o è normale? Il bambino vi sembra sempre troppo attivo ed eccitato? Forse è semplicemente molto sveglio, l’iperattività è una vera e propria sindrome e non riguarda questo tipo di bambini, ha un nome, si chiama scientificamente ADHS, ovvero, Attention Deficit Hyperactivity ovvero, Sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività. La concomitanza infatti tra questi due atteggiamenti, iperattività e mancanza di attenzione, a volte possono portare a questa diagnosi.

La ADHS è una sindrome genetica e la si può riconoscere osservando attentamente il bambino che ne è affetto a partire dalla scarsa attenzione che il piccolo ripone alle ore di lezione, attenzione destinata a scadere del tutto se lo stesso le ritiene noiose e comunque prive di interesse personale. Questa sindrome deve la sua causa ad un disequilibrio di due neurotrasmettitori che portano una vera e propria alterazione delle aree cerebrali deputate all’attenzione, all’autocontrollo e alla capacità del singolo di organizzarsi, molto possono fare genitori e corpo insegnante. Soprattutto a quest’ultimo è affidato il compito di riconoscere i sintomi della malattia e riferirli ai genitori affinché possano prendere i giusti provevdimenti.

L’ADHD è un disturbo del comportamento che colpisce più i maschi delle femmine e si manifesta prima dei sette anni d’età – afferma Angela Gaudio, psicologa collaboratrice dell’Associazione Italiana Famiglie ADHD – Può essere caratterizzato solo da disattenzione o solo da iperattività-impulsività, oppure essere di tipo combinato quando sono presenti entrambi i sintomi. La diagnosi non è semplice perché molte manifestazioni di questo disturbo (non stare composti sulle sedie, pensare ad altro durante i compiti…) sono comuni nche a piccoli non ADHD. E’ inoltre da sottolineare che questi bambini hanno quasi sempre un quoziente intellettivo nella norma, anche se le loro maggiori difficoltà si evidenziano soprattutto in ambito scolastico, dove il loro rendimento è quasi sempre molto scarso.

In particolare per capire meglio di cosa si tratta e provare a riconoscere questa patologia tramite l’osservazione del bambino si può dire che con il termine difficoltà di attenzione si intende:

  • difficoltà a prestare attenzione ai particolari,
  • difficoltà a commettere errori di distrazione,
  • spesso non sembra ascoltare,
  • non sa organizzarsi nei compiti e nelle attività,
  • spesso evita ed è riluttante ad impegnarsi nei compiti,
  • perde gli oggetti necessari alle attività.

Con iperattività e impulsività invece si intende che il bambino:

  • spesso si muove con irrequietezza, si dimena sulla sedia,
  • lascia il proprio posto in classe o in altre situazione,
  • spesso scorrazza e salta ovunque,
  • ha difficoltà a giocare o a dedicarsi ad attività in modo tranquillo,
  • spesso parla troppo,
  • spesso spara le risposte,
  • ha difficoltà ad attendere il proprio turno,
  • si mostra invadente o interrompe gli altri.

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