Cataratta congenita nei neonati: sintomi e intervento

Cataratta congenita nei neonati: quali sono i sintomi e come si pratica l’intervento risolutivo? La cataratta congenita è un disturbo che colpisce il cristallino dell’occhio e che può manifestarsi entro i primi 3 mesi di vita del bambino. In alcuni casi la cataratta congenita viene individuata sin dalla nascita. Il disturbo riduce la visone anche se, come è noto, i bimbi non vedono che ombre da appena nati. Quando viene fatta la diagnosi di cataratta congenita, comunque, i genitori tendono a preoccuparsi notevolmente e si domandano come verrà trattato un disturbo delicato degli occhi nel neonato. Si tratta, comunque, di un problema da non sottovalutare, perchè potrebbe anche portare alla cecità del piccolo. Ma, quali sono i sintomi e come si pratica l’intervento?

Sintomi e cause

La cataratta congenita nei neonati può colpire uno o entrambi gli occhi; in circa i 2/3 dei casi, però, è bilaterale (quindi li colpisce entrambi). A causarla possono essere: fattore genetico, alterazioni cromosomiche (sindrome di Down), sindrome di Turner, esposizione della madre durante la gravidanza a trattamenti con raggi X, infezioni intrauterine (come rosolia, parotite e varicella), farmaci assunti dalla madre durante la gravidanza (come i corticosteroidi), diabete e ipoparatiroidismo della madre, ma anche sofferenza fetale e malformazioni cranio-facciali del neonato. I sintomi della patologia non sono facilmente individuabili dai genitori. Questi ultimi potrebbero individuare il problema rilevando un riflesso biancastro nella pupilla del neonato e una lieve forma di strabismo. I genitori potrebbero anche rilevare l’occhio come “opaco”, soprattutto all’interno delle fotografie (perché in questi casi non si crea il tipico effetto degli occhi rossi e l’occhio o gli occhi appaiono spenti).

Terapia e intervento

La cataratta congenita nei neonati non va trascurata perché potrebbe portare problemi alla vista: dall’occhio pigro alla cecità. Fortunatamente, però, si tratta di un problema risolvibile grazie all’intervento chirurgico. Questo è consigliato soprattutto nei casi più gravi e non, invece, in quelli lievi. Un primo approccio può essere quello riabilitativo, che mira a cercare di stimolare l’occhio pigro, con l’applicazione di un cerotto all’altro occhio. La soluzione definitiva alla cataratta, però, resta l’intervento chirurgico, la cui tempistica sarà da valutare con il pediatra e l’oculista a seconda dei casi. L’operazione si effettua con il laser, è priva di rischi e mira a rimuovere il cristallino opaco, sostituendolo con una lente artificiale.

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