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Parto podalico, uno studio chiarisce il perché di quella posizione

Parto podalico, uno studio ci dice il perché di quella posizione

Normalmente, nell’ultimo periodo della gravidanza, il feto si gira con la testa diretta verso il basso per predisporsi naturalmente alla nascita, qualche volta però questo non accade e quindi il feto deve essere tirato fuori per i piedi o per i glutei, in questi casi si parla di parto podalico.

Ad oggi non sono ancora chiare le cause della posizione podalica, per questo nasce ‘Giù la testa‘, uno studio osservazionale sulla presentazione podalica che mira a dare una spiegazione sul perché si verifichi questa situazione e al contempo intende fornire risposte sui trattamenti possibili per la cosiddetta versione cefalica, cioè l’assunzione da parte del feto di una normale posizione da parto.

Allo studio, che non ha precedenti in Italia, partecipano 47 centri (consultori e punti nascita) della Regione Emilia-Romagna che hanno dato la loro adesione nel corso della prima fase di arruolamento.
L’idea di questo studio nasce dalla constatazione che, sia nei servizi pubblici che nel privato, vari trattamenti vengono offerti durante il terzo trimestre alle donne in gravidanza con feto in presentazione podalica per ottenere la versione cefalica. Fra questi, il rivolgimento per manovre esterne (RME) è l’unico dotato di robuste evidenze di efficacia e sicurezza; moxibustione e ago-moxibustione sono considerati promettenti, ma di efficacia non definitivamente provata; altri trattamenti vengono somministrati senza prove della loro utilità.
Lo studio Giù la testa ha fondamentalmente 3 obiettivi.
Il primo prevede l’osservazione della frequenza di versioni cefaliche spontanee, cioè quando il bambino si gira da solo. I centri invieranno i dati raccolti fra le gravide assistite utilizzando schede appositamente realizzate per lo studio.
Il secondo obiettivo prevede, oltre all’osservazione della frequenza di versioni cefaliche spontanee, anche la raccolta di dati su alcuni possibili fattori associati alla versione cefalica spontanea, utilizzando schede e questionari appositamente realizzati per lo studio.
Infine, il terzo obiettivo prevede l’offerta attiva di trattamenti (in particolare moxibustione o ago-moxibustione e RME) per ottenere la versione.
I centri, in questo caso, dovranno anche raccogliere i dati sulla versione cefalica dopo i trattamenti.
Lo scopo generale che lo studio si propone in ultimo è ovviamente quello evitare il ricorso al parto cesareo che in situazioni del genere si impone come necessario.

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Maria Salerno

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