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Isabelle Caro: muore la modella simbolo della lotta all’anoressia

Da soltanto due giorni è stata data notizia della morte di Isabelle Caro, la modella simbolo della lotta all’anoressia, che posò nuda per la campagna shock di Oliviero Toscani per Nolita, datata 2007. E’ morta a soli 28 anni in una clinica di Tokyo, dove era ricoverata da un paio di settimane per combattere contro una polmonite che aveva violentemente aggredito il suo fisico già fortemente compromesso dall’anoressia. A darne la triste notizia in Europa (a più di un mese di distanza dalla data della scomparsa, avvenuta il 17 novembre) è stato il sito svizzero 20Minutes.ch, seguito dalle dichiarazioni di Vincent Bigler, cantante svizzero e amico intimo dell’ex modella che ha confermato l’accaduto.

La modella quattro anni fa era finita addirittura in coma perché aveva sfiorato i 25 kg per un’altezza si 168 cm. Quando ha realizzato la campagna pubblicitaria contro l’anoressia ne pesava 30 e poco prima di ammalarsi di polmonite era arrivata a 42 kg, un peso che lasciava intendere che ci fossero buone speranze per una sua guarigione.
Purtroppo le complicazioni della polmonite hanno condotto al termine la sua lotta per una vita tanto desiderata, ma che la malattia giorno dopo giorno le ha rubato di mano.
La ricordiamo con un’intervista rilasciata nel 2007 a France 3, riproposta poi da Rai News 24, un racconto davvero toccante: due grandi occhi per una piccola donna che ha cercato anche attraverso la televisione un aiuto, una strada per poter tornare a vivere. Purtroppo la sua battaglia ora è terminata, speriamo almeno che lo sforzo di Isabelle Caro e Oliviero Toscani non sia stato vano e che altre ragazze nelle medesime condizioni, prendano coscienza del proprio stato e decidano di intraprendere un percorso per combattere la malattia.
La moda non è la sola a condurre all’anoressia, ne siamo certi, ma se questi dettami incomprensibili, questi standard estetici fantascientifici non esistessero, tutto sarebbe più semplice.
Vi consigliamo la lettura del libro che Isabelle Caro scrisse nel 2008, ‘La ragazza che non voleva crescere’, in cui racconta a cuore aperto la sua storia, quella di una madre possessiva che non voleva vederla crescere. Una figlia che a 13 anni decide di smettere di mangiare per non dare dolore alla madre caduta in depressione.
Una storia complessa di dolori e paure di perdere le persone care, di donne delicate e forse troppo sensibili.
Un viaggio all’inferno dentro i meandri dell’anoressia e dei dolori che provoca fuori e dentro di chi ne è affetto.

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