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Ghiandole del collo gonfie e ingrossate: cause e rimedi

Ghiandole del collo gonfie e ingrossate: cause e rimedi
da in Malattie, Salute, collo
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    Ghiandole del collo gonfie e ingrossate: cause e rimedi

    Avere le ghiandole del collo gonfie e ingrossate è un problema che molti si sono trovati ad affrontare. Ecco quali sono le principali cause e i rimedi. Nella maggior parte dei casi si tratta di una situazione che non deve destare particolare preoccupazione, poichè può essere causata spesso soltanto di un’infezione batterica o virale, avviene infatti anche in concomitanza con raffreddore o influenza. In ogni caso è sempre bene approfondire, consultando un medico, per averne la certezza e per escludere eventuali altre malattie. Le ghiandole a cui ci riferiamo sono quelle che sentiamo sotto il mento e che scientificamente vengono chiamate linfonodi. In particolare, nel caso di cui parliamo, si tratta della ghiandola parotide, che si allunga sotto il mento e fa parte del complesso delle ghiandole salivari.

    Normalmente i linfonodi hanno il compito di rimuovere dall’organismo le tossine e le altre sostanze indesiderate e sono sparsi in tutto il corpo. Quando però l’organismo è colpito da un’infezione le ghiandole parotidi si fanno più dure e doloranti. In particolare, l’aumento delle dimensioni di queste ghiandole, è dovuto all’accorrere di un flusso maggiore di cellule dell’apparato immunitario dal midollo osseo e dalla ghiandola del timo. Generalmente, quindi, i linfonodi appaiono ingrossati e dolenti a causa di un massiccio attacco da parte di microrganismi patogeni, quali virus, parassiti o batteri. In questi casi, oltre ad apparire gonfie e doloranti, le ghiandole ai lati del collo, generano anche qualche difficoltà o fastidio durante la deglutizione, inoltre il malessere può essere associato anche ad un fastidioso mal di testa e alla febbre.

    Il gonfiore delle ghiandole collocate a destra e sinistra del collo ha quindi tra le principali cause un’infezione o un’infiammazione in corso. L’ingrossamento dei linfonodi va quindi interpretato come una spia, un sintomo di un problema diverso, che va ricercato e individuato. Il problema alla base dell’ingrossamento dei linfonodi può essere più o meno grave. In particolare è possibile che si tratti di infezioni non preoccupanti, come la mononucleosi, l’otite o la parotite, ma anche un semplice mal di gola o raffreddore.

    Un ingrossamento delle ghiandole del collo, però, si registra anche in patologie più gravi come la Tubercolosi, la Leucemia e L’AIDS. Anche in presenza di tumori si può assistere ad un aumento delle dimensioni delle ghiandole linfatiche; questo avviene generalmente in presenza di metastasi. E infatti, un ingrossamento linfonodale da guardare con particolare sospetto, è quello relativo ai linfonodi posti sopra la clavicola.

    In genere l’aumento di volume di questi linfonodi è spia di una neoplasia maligna, nel 90% dei casi, se il soggetto interessato ha più di 40 anni, e nel 25% dei casi circa, quando il soggetto interessato ha un’età inferiore. In alcuni di questi casi, a conferma, viene chiesto al soggetto di sottoporsi a un prelievo bioptico, specie se si riscontrano anche altri sintomi quali ad esempio, calo ponderale, febbre o sudorazione. Tra le altre cause dell’ingrossamento delle ghiandole del collo, alcune che colpiscono soprattutto i bambini e i ragazzi. In questi ultimi, infatti, i linfonodi possono apparire leggermente ingrossati anche in assenza di una patologia o infezione specifica. In questi soggetti, definiti a temperamento linfatico, l’ingrossamento dei linfonodi può dipendere dalle tonsille, ingrossate a loro volta, da sole o insieme alle adenoidi, oppure da carie mai curate.

    Venendo infine alla cura possibile in caso di gonfiore alle ghiandole del collo, in realtà, come ribadito, trattandosi di una spia di altre problematiche, è importante rintracciare proprio queste ultime con l’ausilio del medico. Tuttavia, per limitare il dolore nella zona colpita, si possono fare dei tamponi caldi per circa 15 minuti 3 o 4 volte al dì. Nella maggior parte dei casi questi semplici impacchi sono il miglior modo per trattare i linfonodi gonfi. Tra gli altri rimedi naturali, per contrastare le infezioni in corso e aiutare le ghiandole a sgonfiarsi, possiamo citare anche l’aglio (che ha proprietà antibiotiche naturali) e l’echinacea, un’erba medicinale che può aiutare il sangue e le ghiandole linfatiche a liberarsi delle tossine (viene venduta nelle erboristerie e nelle farmacie specializzate in fitoterapia).

    Come già detto non è necessario allarmarsi ma, soprattutto se le ghiandole sono gonfie e dolenti per diverse settimane, è importante rivolgersi al proprio medico per una valutazione attenta delle possibili cause e per definire se il gonfiore è eccessivo o lieve e se può essere preoccupante. Se necessario il medico consiglierà degli esami diagnostici come l’ecografia, l’analisi dell’emocromo e in determinati casi la biopsia. In base all’origine del problema il medico consiglierà la cura migliore, con antibiotici in caso di infezione batterica o con antinfiammatori non steroidei in caso di infezione semplice.

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