Sposarsi in un’altra città: il galateo per non sfigurare con gli ospiti

Matrimonio in un'altra città

Sposarsi in un’altra città, rispetto a quella in cui si viveva da nubili, può essere un’esigenza (quando ad esempio i futuri sposi risiedono in due luoghi diversi e vivevano, fino al matrimonio, una storia a distanza) oppure una volontà (e la scelta in questo caso può ricadere in un posto particolarmente romantico, come i Castelli della Loira o la Polinesia, oppure in una location che ha un significato particolare per la coppia, ad esempio quello del primo incontro durante una vacanza all’estero). Eh si perché su queste cose noi italiani siamo degli inguaribili romantici rispettosi della tradizione.

Certamente per gli ospiti è un impegno ulteriore perché il matrimonio prevede almeno una notte fuori, ma anche per gli sposi richiede qualche attenzione in più. A chi spettano le diverse spese? In base a quale criterio sono suddivise? Quanti ospiti invitare? Oggi vedremo il galateo per le coppie che decidono di sposarsi in un’altra città e anche qualche idea in più per soddisfare gli invitati.

La prima cosa da fare è stabilire il budget: nella spesa va incluso anche il pernottamento di parenti e gli amici invitati alla cerimonia. Questo può voler dire probabilmente ridurre drasticamente il numero degli invitati ma non potete fare altrimenti. Il galateo impone di pagare agli invitati l’alloggio: e speriamo che si faranno perdonare nel regalo! Se avete dovuto restringere troppo il numero degli invitati potreste pensare ad un piccolo ricevimento a buffet da organizzare nella città in cui vivete. Se siete indecise sul tipo di alloggio prenotare, sappiate che molto ovviamente dipende dal tipo di legame: se sono amici informali e intimi potete, se avete spazio, invitarli a casa vostra o del futuro sposo. Per quanto riguarda lo standard dell’hotel invece fate in modo che tutti abbiano lo stesso: alloggiare una zia in un hotel a 4 stelle e l’altra in una pensione da due non sarebbe carino. Per il resto non deve essere necessariamente un posto lussuoso ma sicuramente confortevole e pulito. E’ importante che la posizione sia strategica per la cerimonia e per il ricevimento. Se vi sposate all’estero dovrete prevedere almeno due notti pagate. Si pone poi il problema trasporto: se il matrimonio è in Italia ovviamente la benzina è a carico degli invitati anche se un’idea carina è prevedere un pullman che li trasporti tutti insieme (in questo caso finanziato da voi). Nel caso di matrimonio all’estero invece il galateo imporrebbe di pagare anche il volo ma qui potrebbe diventare davvero un impegno troppo esoso e quindi si è un po’ pi elastici.

Da Miami arriva un’idea simpatica per omaggiare gli invitati che arrivano da un’altra città: la “welcome box”, ovvero la scatola di benvenuto. E’ in sostanza un piccolo kit che contiene tutto quello che può servire in un soggiorno fuori città: una mappa del posto, una bottiglietta d’acqua, un dolcetto tipico del luogo e tutto quello che vi viene in mente per mettere gli invitati completamente a loro agio. Ovviamente anche la scatola sarà decorata secondo il tema del matrimonio. La scatola di benvenuto può essere consegnata all’arrivo oppure lasciata come omaggio nella stanza di hotel.

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Alessandra De Angelis

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