Un’aspirina al giorno, per 5 anni per diminuire il rischio di cancro. Se una volta bastava una mela al giorno per tener lontano il medico, da oggi bastano 75 mg di aspirina per diminuire il rischio di ammalarsi di cancro. La cara vecchia aspirina, da anni impiegata nei disturbi cardiaci in cure preventive contro i rischi d’infarto, adesso potrà essere impiegata anche per la prevenzione di neoplasie. Farmaco conosciuto e utilizzato su scala mondiale, antipiretico, analgesico, da oggi alleato nella lotta preventiva contro il cancro. A promuoverlo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet dai ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM). Gli effetti in campo oncologico dell’acido acetilsalicilico sono sotto osservazione da diversi anni e questa è l’ennesima risposta positiva che arriva da uno dei farmaci più antichi.
Bastano 75 mg di aspirina, molto meno di una compressa, per diminuire il rischio di ammalarsi di cancro. Questa la posologia che difenderebbe da tumori al polmone, all’esofago, allo stomaco, al pancreas e al cervello. L’aspirina sgomita ancora una volta tra i farmaci e si rivela il più efficace anche tra le cure contro il cancro. Lo studio condotto dal prof. Peter Rothwell della Oxford University stabilisce una posologia di 75 mg, non un grammo di più non un grammo di meno, di aspirina da assumere tutti i giorni per almeni 5 anni. Una dose esatta che associata all’assunzione nel tempo, diminuirebbe del 40% i tumori all’intestino, 30% quelli ai polmoni, 60% all’esofago e 10% alla prostata. I benefici di detta cura non tengono conto del sesso dei pazienti, nemmeno se i soggetti sono fumatori, solo l’età sembra essere determinante: i benificiari aumenterebbero tra le persone anziane con più di 65 anni di età.
Questo studio non deve indurre nessuno ad automedicarsi in maniera preventiva – sostengono i ricercatori – l’aspirina rimane sempre un farmaco che presenta molti effetti collaterali sopratutto a livello gastrico, aumenta il rischio di ulcera e agisce sulla coagulazione del sangue. Questi risultati – continua il dottor Peter M. Rothwell dell’Oxford University responsabile della ricerca – non significano che tutti gli adulti dovrebbero immediatamente iniziare a prendere un’aspirina, ma dimostrano sicuramente nuovi benefici che prima non erano stati rilevati.
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