Hiv e Aids: quali sono le differenze? Si sente spesso parlare di due queste patologie, ma non si capisce cosa siano effettivamente e come avvenga il contagio. Hiv e Aids non sono la stessa cosa: l’Aids si sviluppa con il tempo, quando il virus dell’Hiv ha indebolito gravemente il sistema immunitario. Nella maggior parte dei casi, appena contratto, il virus dell’Hiv non da grossi problemi, anzi, molto spesso non si hanno sintomi evidenti anche per alcuni anni ed è per questo difficile riconoscere un sieropositivo. Ma, come fare prevenzione?
L’Hiv è un’infezione da virus che debilita progressivamente il sistema immunitario. Appena entra nel corpo, rimane alcune ore localizzato tra i tessuti dove c’è stata l’infezione, poi comincia a moltiplicarsi rapidamente nel sangue e arriva ai linfonodi (infezione HIV primaria e acuta). Ma, quando si parla, invece di Aids?
Cos’è l’Hiv e cos’è l’Aids? Una persona è sieropositiva quando è stata contagiata dal virus HIV, tuttavia essere sieropositive non significa essere malate di Aids né che lo si diventerà necessariamente con il passare del tempo. Inoltre, pur essendo sieropositiva, la persona contagiata può vivere per anni senza alcun sintomo. La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS), invece, è la situazione in cui si presentano infezioni secondarie all’infezione da HIV. Il sistema immunitario è talmente indebolito che possono comparire infezioni varie: herpes labiale e genitale, polmonite, citomegalovirus, ecc.
Una persona si dice sieropositiva dal momento in cui ha contratto il virus HIV. Come riconoscere un sieropositivo? Il virus dell’Hiv può rimanere latente per tanti anni e, per anni, il soggetto colpito potrebbe non manifestare alcun sintomo.
Nonostante non compaiano sempre allo stesso modo e con le stesse tempistiche, tra i sintomi più comuni dati dal virus del Hiv, troviamo lo stato febbrile in genere lieve, a cui si aggiungono altri disturbi come mal di gola, dolori muscolari e articolari, ghiandole linfatiche ingrossate e spossatezza. Si tratta, però, di sintomi che possono essere dovuti ad altre malattie o facilmente scambiati con altre patologie.
Quanto può vivere un sieropositivo? E i sieropositivi possono avere figli? Una coppia sieropositiva può avere figli, anche perché è spesso solo la madre infetta a poter trasmettere il virus. Adottando alcuni particolari accorgimenti medici, è possibile ridurre al minimo la possibilità di avere figli sieropositivi. Anche le aspettative di vita sono molto elevate oggi e molti riescono a condurre una vita quasi del tutto normale, ovviamente si è costretti ad assumere farmaci che contrastino l’evolversi del virus.
L’Hiv si trasmette solo attraverso alcuni liquidi biologici:
Quando uno di questi liquidi, appartenente ad un sieropositivo, entra in contatto col sangue di chi è sano, vi è il contagio. I metodi di trasmissioni sono quindi 3:
Per evitare il contagio, quindi, è necessario evitare i comportamenti a rischio, quali:
Seguite, quindi, tutte le regole per fare sesso sicuro:
Va ricordato, inoltre, che l’Hiv non si trasmette scambiandosi baci e carezze e nemmeno attraverso la masturbazione reciproca; non si trasmette, poi, bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando dallo stesso piatto.
Il test è l’unico modo per sapere se si ha l’Hiv. Bisogna sapere che, dopo che si è venuti in contatto col virus dell’Hiv, esiste un “periodo finestra” che va da qualche settimana fino a 3 mesi: in questo periodo una persona potrebbe risultare negativa al test anche se ha effettivamente contratto l’Hiv. Fare il test è molto importante poiché la maggior parte dei sieropositivi non sanno di avere il virus.
Esistono farmaci specifici per l’Hiv che riescono a neutralizzare quasi del tutto la sua carica virale. Anche per questo, oggi, le aspettative di vita dei sieropositivi sono notevolmente aumentate. Se si ha il dubbio di aver contratto il virus, comunque, è possibile ricorrere a due test specifici: il test Elisa e il ComboTest. L’esito di entrambi va considerato definitivo solo se sono trascorsi 3 mesi dall’ultimo comportamento a rischio. Per qualsiasi altro dubbio circa la trasmissione oppure l’evoluzione di questa patologia, chiedete informazioni al vostro medico.
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