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Quali sono i sintomi e la terapia del tumore all’esofago? E le possibilità di sopravvivenza? Il tumore dell’esofago può avere sia natura benigna che maligna. Per fortuna, le forme maligne sono piuttosto rare (dallo 0,5 al 4% circa di tutti i tumori esofagei), anche se sono sempre più diffuse e particolarmente aggressive. Generalmente, comunque, il tumore all’esofago si sviluppa dopo i 65 anni di età e colpisce più gli uomini che le donne. Ma, quali sono le cause che lo determinano?
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Tra le cause che provocano lo sviluppo del tumore all’esofago: fattori genetici (ad esempio in caso di papillomatosi esofagea), fattori dietetici (scarso apporto di frutta, verdura e vitamina A), fattori legati allo stile di vita (alcol e tabagismo) e processi infiammatori locali (rischio maggiore in chi soffre di esofagite peptica e reflusso gastroesofageo).
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Il tumore all’esofago, almeno in fase iniziale, può essere del tutto asintomatico, quindi non portare nessuna manifestazione particolare. Quando si avvertono, i primi sintomi in questi casi sono: difficoltà nella deglutizione (che aumenta progressivamente nel tempo), rigurgito, bruciore, sensazione di corpo estraneo alla gola, dolore al torace e al dorso, perdita dell’appetito, paralisi di una corda vocale e raucedine (che può avere altre cause). Altri sintomi in questi casi possono essere: nausea, vomito e tosse. Ovviamente, è possibile che non tutti questi sintomi si manifestino congiuntamente, così come è possibile che essi siano spia di altre patologie, più o meno importanti.
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Purtroppo, i tumori maligni all’esofago hanno spesso un decorso infausto, a causa della loro aggressività. Le possibilità di sopravvivenza e le aspettative di vita sono generalmente basse e non si va oltre i sei anni dalla prognosi. La terapia possibile, invece, dipende dallo stadio di sviluppo della neoplasia, dalle sue dimensioni e dalla sua localizzazione. L’operazione chirurgica può essere, a patto che non si siano già formate delle metastasi, la scelta privilegiata. Quando il tumore non è operabile chirurgicamente, invece, si ricorre ai trattamenti radioterapici o chemioterapici, spesso combinati. Per coloro che hanno metastasi estese, poi, si può ricorrere solo a forme di trattamento di tipo palliativo e alla cosiddetta terapia del dolore (nella fase terminale). Infine, anche per il tumore benigno, la scelta primaria resta la chirurgia, per l’asportazione della massa.
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