In amor vince chi fugge: bufala o verità assoluta?

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    In amor vince chi fugge: bufala o verità assoluta?

    In amor vince chi fugge, bufala o verità assoluta? E’ uno dei luoghi comuni più diffusi al mondo e a sostenerne la veridicità ci si sono messi pure gli psicologi, alcuni studi avrebbero infatti dimostrato che il nostro cervello è particolarmente attratto da ciò che è difficile da conquistare. Insomma, per risultare interessanti agli occhi della nuova fiamma, la strategia migliore consisterebbe nel farsi desiderare. Non mettiamo in dubbio l’efficacia di tale comportamento, ma non possiamo esimerci dal domandarci perchè mai l’amore deve sempre soggiacere a meccanismi strategici, tattiche e sotterfugi. Non sarebbe meglio mostrarsi fin da subito per quelli che si è davvero? Certo, un minimo di controllo e di buonsenso ci vuole, ma perchè fingere un falso disinteresse? Se il coinvolgimento è reciproco, non c’è bisogno di alcuna tattica, né all’inizio né durante la relazione. E se non lo è, meglio virare altrove.

    Un luogo comune duro a morire

    Lo si sente dire ovunque e da chiunque, quasi fosse un imperativo, una regola di vita, pena la singletudine eterna. Lo diamo ormai per scontato, ma siamo certe della sua efficacia? In amore vince davvero chi fugge o piuttosto vince chi resta? Che si tratti di una formula di conquista o di un atteggiamento di vita, la regola dell’eterno fuggitivo si basa sull’ambiguità, sul detto non detto, che tanto ammalia nei primi tempi, quanto stanca a rapporto consolidato. Perchè mai essere sinceri fin dall’inizio, mostrando il proprio interesse senza filtri, senza menzogne, è tanto deprecabile? Perchè mai credere ancora nel mito che chi fugge sarà rimpianto dall’amante? Nessun rimpianto per una persona che chiaramente non ci desidera, basta guardarsi intorno per scovare valide alternative. Meglio iniziare col piede giusto, onde evitare di proseguire col piede sbagliato. Le pene d’amore fanno soffrire quanto il male fisico, meglio evitarle se possibile!

    Fuggire in amore: un gioco pericoloso

    Il mistero crea senza dubbio curiosità, ma giocare al gatto e al topo lascia il tempo che trova. Se nella fase di corteggiamento aiuta perlomeno a far abboccare la preda, più si va avanti più si trasforma in un meccanismo perverso. Il “carnefice” fugge continuamente, rischiando di non riuscire a fermarsi, la “vittima” lo insegue affannosamente, convinta che prima o poi capitolerà. Chi rincorre vive uno stato di angoscia perenne, chi fugge teme da morire di poter essere ingabbiato. Ma in questo circolo vizioso chi vince e chi perde? Probabilmente nessuno dei due, l’eterno fuggitivo ha la meglio solo in apparenza, il suo continuo bisogno di farsi inseguire rivela infatti una fragilità di fondo. Forse il peso di rapporti finiti male, forse la paura del rifiuto, forse la dipendenza dalla libertà, forse il timore di condividere una parte di sè con qualcun altro, forse la paura di provare i sintomi del mal d’amore. Al di là di tutto, una cosa è certa, chi fugge non ama.