L’amore secondo Freud: una pulsione narcisistica

da , il

    L’amore secondo Freud: una pulsione narcisistica

    L’amore secondo Sigmund Freud ha diverse sfaccettature, in linea di massima, secondo l’inventore della psicoanalisi, la seduzione è un impoverimento del proprio Io narcisistico. Quando si ama, secondo Freud, si aggiunge al proprio Io Originario Narcisistico un oggetto sessuale sterno che investe la propria libido. Amare è una pulsione fisica che va contro le tipiche pulsioni dell’uomo che tendono spesso all’autoconservazione. In parole povere: l’amore è una pulsione istintiva spesso incontrollabile che si aggiunge al nostro io non sempre per migliorarlo/autoconservarlo.

    ‘Si ama ciò che possiede quella perfezione che manca all’Io per poterne fare l’ideale‘ afferma Sugmund Freud, quando si ama si cercherebbe un po’ uno specchio in cui poter osservare il proprio amore, l’amore sarebbe una sorta di compensazione del proprio Io. Colui che ama vuole tornare ad essere l’ideale di se stesso (come da bambino) e per fare questo ha bisogno di un oggetto a lui esterno.

    L’amore secondo Freud non una pulsione inspiegabile, una follia o un sentimento mistico, è un amore analizzato in tutte le sue componenti, un amore decisamente meno poetico o romantico rispetto a quello descritto da poeti o amanti.

    Freud nel libro del 1914 Introduzione al narcisismo sostiene che un essere umano può amare in due modi:

    • Per narcisismo: a) quel che egli stesso è (cioè se stesso), b) quel che egli stesso era, c) quel che egli stesso vorrebbe essere, d) la persona che fu una parte del proprio sé.
    • Per necessità di appoggio: a) la donna nutrice, b) l’uomo protettivo.

    Ecco di seguito tre citazioni che possono aiutare a capire meglio il pensiero del grande psicanalista e che danno un quadro del suo senso dell’amore, dell’attrazione e delle necessità di ognuno di cercare un io in cui specchiarsi e spesso completarsi.

    • Al culmine di un rapporto amoroso non rimane alcun interesse per il mondo circostante; la coppia degli amanti basta a sé stessa, non ha neppure bisogno per essere felice, del bambino che ha in comune. In nessun altro caso Eros svela così chiaramente il nucleo della sua essenza. l’intento di fare di più d’uno uno, ma quando lo ha raggiunto nel modo che è diventato proverbiale, facendo innamorare due essere umani, non vuol andar oltre.
    • Tra lo stato amoroso e l’ipnosi non c’è una gran distanza. I punti di rassomiglianza sono evidenti. Nei confronti dell’ipnotizzatore si dimostra la stessa umiltà nella sottomissione, lo stesso abbandono, la stessa mancanza di senso critico che nei confronti della persona amata. Si osserva la stessa rinuncia ad ogni iniziativa personale; indubbiamente l’ipnotizzatore ha preso il posto dell’ideale dell’Io. Solo, nell’ipnosi tutte queste caratteristiche si presentano con più chiarezza ed un maggiore rilievo, di modo che sembrerebbe più opportuno spiegare lo stato amoroso con l’ipnosi che viceversa.
    • L’amore sensuale è destinato a spegnersi, una volta soddisfatto; per poter durare, esso deve essere associato, fin dagli inizi, ad elementi di pura tenerezza, deviati dallo scopo sessuale, o subire ad un certo punto una trasposizione di questo genere
    • .