Le più belle poesie di Julio Cortázar

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    Le più belle poesie di Julio Cortázar

    Ecco le più belle poesie di Julio Cortázar, poeta e scrittore argentino naturalizzato francese, che nelle sue opere ha saputo evocare follia e amore in modo meraviglioso e coinvolgente. Le sue straordinarie poesie, adatte alle anime passionali e malinconiche, sono vere e proprie sinfonie di parole, in grado di rievocare sentimenti profondi ed emozioni sopite.

    Il Futuro

    E so molto bene che non ci sarai.

    Non ci sarai nella strada,

    non nel mormorio che sgorga di notte

    dai pali che la illuminano,

    neppure nel gesto di scegliere il menù,

    o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,

    nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

    Nei miei sogni non ci sarai,

    nel destino originale delle parole,

    nè ci sarai in un numero di telefono

    o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.

    Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,

    e non per te comprerò dolci,

    all’angolo della strada mi fermerò,

    a quell’angolo a cui non svolterai,

    e dirò le parole che si dicono

    e mangerò le cose che si mangiano

    e sognerò i sogni che si sognano

    e so molto bene che non ci sarai,

    nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,

    nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.

    Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,

    e quando ti penserò, penserò un pensiero

    che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

    Se devo vivere

    Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,

    la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza

    si alzi il secco ramo della tosse, che latra

    il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita

    mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.

    Non imparerò per questo a meglio amarti,

    però sloggiato dalla felicità

    saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.

    Questo voglio capirlo, ma mi inganno:

    sarà necessaria la brina dell’architrave

    perché colui che si ripari sotto il portale comprenda

    la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma

    dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.

    Tanto lontano ormai da te

    come un occhio dall’altro,

    da questa avversità che assumo nascerà adesso

    lo sguardo che alla fine ti meriti.

    Liquidazione di saldi

    Mi sento morire, in te, attraversato da spazi che crescono, farfalle affamate che mi mangiano,

    appena vivo, con le labbra aperte dove risale il fiume della dimenticanza.

    E tu con delicate pinze di pazienza mi strappi i denti, le ciglia, mi denudi

    Del trifoglio della tua voce, dell’ombra del desiderio

    Vai aprendo in mio nome finestre allo spazio

    E fori azzurri nel mio petto

    Da cui le estati fuggono lamentandosi

    Trasparente, affilato, intessuto d’aria

    Fluttuo nel dormiveglia, e ancora

    Dico il tuo nome e ti sveglio d’angoscia

    Però tu ti sforzi e mi dimentichi

    Già sono appena la liquida bolla dell’aria

    Che ti riflette, che distruggerai

    Con un solo palpebrìo.

    Se di poesie romantiche non ne avete mai abbastanza, proseguite la lettura dando un’occhiata alle più belle poesie d’amore di Alda Merini e alle poesie d’amore di Neruda.