Spese in casa: conti separati o in comune?

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    Spese in casa: conti separati o in comune?

    Amore e soldi: per i più romantici non hanno punti di contatto eppure nella vita quotidiana accade spesso che l’ambito economico e sentimentale interferiscano uno con l’altro. Qual è il modo migliore per gestire i soldi quando si convive o in generale in coppia? E la convivenza cambia inevitabilmente qualcosa nel modo di amministrare il denaro? Non esiste una risposta univoca: la scelta fondamentale è tra conto in comune o conti separati. Generalmente prima di andare a vivere insieme ci si può organizzare con una cassa comune per le spese che riguardano entrambi come cinema, ristorante etc.

    Per tutto quello che riguarda invece i bisogni individuali ognuno attinge dalle proprie risorse. E’ il metodo più comodo che spesso usano anche i gruppi di amici quando vanno in vacanza insieme. Cosa cambia quando si va a convivere? Che fondamentalmente quasi tutto rientra nel concetto di spesa in comune: non ci saranno più solo cinema o ristoranti ma anche bollette, spesa al supermercato, affitto o mutuo etc. La cassa comune evidentemente non è più un soluzione molto pratica. Ogni coppia decide liberamente e di comune accordo come gestire le spese di casa: vediamo però insieme quali sono i pro e i contro del conto in comune e di quelli separati.

    Conti separati: pro e contro

    Alcune coppie decidono di mantenere i conti separati anche dopo la convivenza o il matrimonio: questo sicuramente facilita la situazione dal punto di vista burocratico e amministrativo perché non ci sarà bisogno di chiudere o aprire nuovi conti correnti etc. L’aspetto meno pratico di questa soluzione, e se vogliamo anche meno romantico, è che bisogna puntualmente tenere i conti per quanto concerne le spese comuni.

    Conto in comune: pro e contro

    E la famosa ‘comunione dei beni’ tanto temuta da alcuni uomini attaccati al denaro e spaventati da una possibile separazione in caso di matrimonio. Cosa succede? Entrambi i partner chiudono i rispettivi conti e ne aprono uno insieme da cui attingono tutti e due e nel quale versano i propri stipendi. Questo permette di monitorare più facilmente entrate e uscite ed evita calcoli tra le parti su quanto dovuto etc. Finché la coppia resta insieme è sicuramente comodo ma gli svantaggi maggiori si evidenziano quando l’amore finisce e nascono discussioni per i soldi. Inoltre anche quando si è insieme in questo modo è più difficile fare delle sorprese al partner ad esempio per i compleanni o gli anniversari perché saprà esattamente quanto avete speso.

    Conto di servizio: pro e contro

    E’ la soluzione intermedia: una sorta di versione ufficializzata della cassa in comune di cui parlavamo prima. Ognuno dei due mantiene il propri conto ma al tempo stesso se ne apre un terzo per le spese in comune. Lo svantaggio però è quello di pagare multiple spese bancarie.