Chirurgia estetica: ultima moda rifarsi le parti intime

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    Chirurgia estetica: ultima moda rifarsi le parti intime

    Non solo chirurgia estetica compulsiva a quanto pare siamo andate oltre, già perchè se fino a poco tempo fa l’intervento più amato era il Botox e l’aumento del seno oggi il nuovo trend è il rimodellamento delle parti intime. Non sto scherzando, per il momento la moda è tutta americana ma lo stesso si poteva dire del seno quando il tutto ha avuto inizio, e infatti sembra che anche il gentil sesso italiano inizi a farsi contagiare. Tutto parte sempre dal voler apparire più giovani, solo che mentre fino a ieri ci si accontentava di un lifting e di una taglia in più per sostenere il tutto, oggi è la ginecoplastica il vero elisir di bellezza.

    Ma chi ha inventato questa novità? Il primo ad aver lanciato la moda è il chirurgo americano David Matlock, e i motivi sono dai più svariati chi a seguito di una gravidanza, chi per puro capriccio estetico, sta di fatto che l’intervento avviene proprio lì dove non batte il sole. Ricordo la gag di Luciana Litizzetto quando ha scoperto la tanto discussa pratica della ricostruzione dell’imene in voga soprattutto in oriente, ma a quanto pare siamo andate oltre, molto oltre.

    A scoprirlo lo studio condotto dal team del Dottor Alberto Capone, specialista in chirurgia plastica e primario di Chirurgia Plastica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno. ‘Le richieste di interventi di vaginoplastica stanno aumentando sensibilmente – spiega Capone – I piu’ richiesti sono la liposcultura estetica della vulva, la labioplastica riduttiva, la labioplastica di aumento con grasso autologo, il rimodernamento delle piccole labbra, quando queste sono eccessivamente protrudenti. Sembra tornata di moda anche l’imenoplastica, che oramai sembrava desueta, dopo la rivoluzione sessuale degli anni 60-70‘.

    Chi decide di sottoporsi a tali interventi di chirurgia estetica spesso soffre di diversi disagi psicologici, e quando questo accade posso anche comprenderne il motivo, ma sembra che stia interessando anche chi ha problemi psicologici di altra natura, persone che ritengono questo un aiuto per sentirsi più sexy. I costi variano dai 1200 € ai 5000 €.

    La paziente tipo è in genere una donna intorno ai 40 anni, professionista, che accusa un disagio dovuto alle conseguenze di gravidanze pregresse, o a oscillazioni di peso, o ancora a traumi, e che focalizza la sua attenzione su di una parte anatomica che, pur essendo nascosta, rimane il fulcro della femminilità – prosegue Capone -. Il desiderio di reintegrare questa parte del corpo, oltre che per una funzione estetica, nasce anche per un motivo funzionale di recupero e di incremento del piacere sessuale”.