I souvenir più kitsch del mondo [FOTO]

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    Quali sono i souvenir più kitsch del mondo? Quali sono i ricordi di viaggio più brutti che avete trovato in giro per il mondo o che vi hanno portato amici e parenti al ritorno delle vacanze? In questo post ho cercato di soddisfare la vostra curiosità e mostrarvi tutti quegli oggetti e oggettini che non vorreste mai avere nella vostra casa!

    Definizione del termine kitsch

    Se cercate sul dizionario alla voce “kitsch” troverete la seguente spiegazione: opera artistica o oggetto industriale di cattivo gusto, solitamente destinato al grosso pubblico. Gli oggetti definiti con questa dicitura sono infatti opere svenevoli e sentimentali in cui la totale mancanza di creatività ed originalità è una costante.

    Tuttavia, ognuno di noi, anche se non lo ammetterebbe mai ad alta voce, ha nel cassetto almeno un souvenir di pessimo gusto da occultare negli anfratti più reconditi del proprio armadio: gondole dorate, il Colosseo in una palla di vetro, piattini colorati raffiguranti le bellezze di una città spagnola, la Torre di Pisa e la Statua della Libertà, tazze recanti l’effige dei piccioncini reali, i gadget che possiamo trovare in giro per il mondo sono davvero molteplici.

    Oggetti kitsch dal mondo

    Ma quali sono i più brutti e kitsch del mondo? Pensate che pochi giorni fa al Mart di Rovereto è stata inaugurata una mostra dal titolo “Andata e ricordo. Souvenir de voyage”, in cui viene analizzato il tema del turismo, del viaggio e della conversione del mondo in un non-luogo sistematico. Inevitabilmente vengono presi in causa anche i souvenir, acquistati con entusiamo nei luoghi di villeggiatura, slancio che va scemando non appena varchiamo la soglia di casa.

    Secondo una recente indagine gli italiani in vacanza spendono oltre 5 miliardi di Euro in souvenir per amici e parenti e oltre 7 miliardi di Euro in attrezzature per le vacanze. E il 78% di coloro che ricevono ornamenti e soprammobili da parenti e amici, sono pronti a rivenderli online senza esitazioni. Però immancaiblmente, ad ogni viaggio, una forza pari al canto delle Sirene ci porta ad entrare nei negozi di souvenir e l’acquisto del ricordo trash di turno è diventato ormai un must. Sembra quasi che facciamo a gara a chi riesce a trovare il gadget più brutto. Quindi spazio a gabinetti recanti il nome della località di villeggiatura, crocifissi dentro stelle marine, bulldog di ceramica e pasciuti buddha in (finto) oro massiccio. Secondo voi qual è il peggiore tra quelli inseriti in questa fotogallery? A voi l’ardua sentenza!