Perché si regalano mimose per la Festa della donna

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    Perché si regalano mimose per la Festa della donna

    Vi siete mai domandate perché si regalano le mimose per la Festa della donna? Le motivazioni per cui è stata scelta questa data per festeggiare le donne sono legate alle conquiste sociali, politiche ed economiche femminili, ma come mai sia stato scelto proprio questo fiore quale simbolo della festa è noto a pochi.

    Anzitutto una precisazione: la Festa della donna dal 1977, su decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite è una ricorrenza internazionale vale a dire si celebra in tutte le parti del mondo, ma le mimose si regalano solo in Italia. Vediamo di capire perché.

    La tradizione di regalare mimose per la Festa della donna è vecchia di quasi 70 anni. È nata, infatti, nel 1946 per iniziativa di Rita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti) e Teresa Mattei, due tra le più grandi attiviste dell’Udi, l’Unione donne italiane che fin dal 1945 si fece promotrice della celebrazione dell’8 marzo nelle zone dell’Italia già libere dal fascismo.

    In procinto di festeggiare l’8 marzo e dopo averla messa ai voti, la mimosa fu scelta all’unanimità dall’assemblea dell’Udi, come fiore simbolo dell’8 marzo proprio perché fiorisce nei primi giorni di marzo, non costa tanto e proprio per questo risulta alla portata di tutti. Prima delle mimose, vennero scartati anemoni e garofani.

    A distanza di quasi 70 anni, le mimose rimangono ancora un fiore economicamente vantaggioso (il loro prezzo si aggira attorno ai 5 euro al chilo, inferiore fino al 20 per cento rispetto al 2010) e la loro produzione sul territorio italiano è decisamente soddisfacente in termini di quantità. Regalare mimose, sostiene la Coldiretti, significa implicitamente fare anche del bene all’agricoltura italiana. La produzione delle mimose proviene nel 95 per cento dei casi da una superficie di oltre 400 ettari coltivati nella provincia di Imperia dove si realizza una produzione media intorno ai trecentomila chili.

    L’unico aspetto svantaggioso delle mimose è che durano pochissimo. Ma dalla Coldiretti giungono anche preziosi consigli sulla loro conservazione e un’associazione davvero singolare di questo fiore alla donna: ‘Per conservare l’omaggio si consiglia di tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido perché la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore. La mimosa è stata scelta come simbolo della Festa delle Donne perché sboccia in questo periodo ed è un fiore che dietro una fragilità apparente mostra una grande forza con la capacità di crescere anche in terreni difficili‘.

    Foto di sifone