Comunicare con il pancione: l’importanza del bonding prenatale

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    Comunicare con il pancione: l’importanza del bonding prenatale

    Durante la gravidanza tra la futura mamma e il feto si crea un legame speciale: da generazioni le donne incinta parlano al pancione e lo coccolano. Oggi questa predisposizione istintiva è stata riconosciuta dalla scienza e si chiama bonding prenatale. Con questo termine inglese, che letteralmente significa proprio “formazione di un legame affettivo”, si indica appunto la tecnica finalizzata a creare un ponte comunicativo e un legame empatico con il feto.

    Alcune ecografie hanno fatto registrare un cambio nel comportamento del feto intorno ai sei sette mesi, nel momento in cui percepisce la voce dei genitori o il loro tocco (è stato evidenziato ad esempio un rallentamento dei battiti cardiaci o un maggiore movimento, quasi in segno di festa). Oggi vedremo proprio quali sono i canali che abbiamo per comunicare con il feto nel pancione e in quale modo possiamo coinvolgere anche il futuro papà.

    Parole e musica

    La prima cosa da fare è proprio parlare a voce decisa ma non troppo alta e rassicurante mentre si accarezza il pancione (con leggere pressioni). Molti studi hanno dimostrato che il feto è in gradi di riconoscere il timbro vocale della mamma e il papà. Scegli una melodia rilassante da fargli ascoltare durante la gravidanza e da riproporre poi dopo il parto. E’ stato infatti scientificamente dimostrato che il feto riconosce la musica da dentro la pancia quindi, fargliela riascoltare dopo la nascita, serve a rendere meno drastico il distacco.

    Non escludete i papà

    Per certi versi la gravidanza è un’esperienza intima tra la donna e il suo futuro bambino: ed è anche giusto che sia così. Del resto siamo noi ad ingrassare, a subire nausee e gambe gonfie e a “partorire con dolore”. Ma è giusto non tagliare fuori il papà da queste sensazioni magiche: questo non vuol dire fargli provare l’ebbrezza del pancione con invenzioni bizzarre (come ad esempio il giubbotto che simula il pancione) ma coinvolgerlo nel bonding prenatale. Con questa tecnica i futuri papà imparano infatti a riconoscere i movimenti del feto e il nascituro tende a riconoscere anche la sua voce al momento della nascita. Un’idea carina è quella di assumere una posizione ad incastro in modo che i genitori possano stringersi intorno al pancione e cullarlo contemporaneamente. Non è una posizione difficile sul genere di quelle del kamasutra tranquille! E’ più facile a farsi che a dirsi: l’uomo si siede con le spalle al muro e le gambe divaricate, la donna si inserisce rilassando la schiena contro il suo petto e si lascia cingere l’addome con le braccia. E’ importante respirare in maniera sincronizzata e rilassata. Ripetete movimenti ondulatori lenti come per cullarlo.