Favole brevi con morale per bambini

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    Favole brevi con morale per bambini

    Le favole brevi con morale per bambini sono un metodo ancora valido per insegnare concetti importanti ai più piccoli. I genitori di oggi, purtroppo, complici i ritmi frenetici della vita quotidiana, non raccontano più le fiabe non sapendo che, invece, esse possono essere molto importanti per lo sviluppo dei bambini. Queste brevi o brevissime storie, infatti, possono spiegare in parole semplici ai piccoli concetti in contrasto importanti, come quelli di forza e debolezza, bene e male, ricchezza e povertà, amicizia e rivalità, amore e odio. La morale, quindi, diventa un veicolo per far arrivare ai bambini questi temi e, le storie per immagini, permettono di assimilarli e ricordarli più facilmente. Infine le fiabe, corte, lunghe o inventate che siano, aiutano anche i più piccoli a sviluppare fantasia e creatività. Proponete quindi ai bambini tutte le favole con morale, che possono essere un monito anche per gli adulti!

    La cicala e le formiche

    In inverno, essendosi bagnati i chicchi di grano, le formiche li esposero all’aria, una cicala invece che aveva fame chiedeva loro del cibo. E le formiche le dissero: “Perché durante l’estate non hai raccolto del cibo?”. E quella disse: “Non sono stata in ozio, ma ho cantato armoniosamente”. E quelle mettendosi a ridere dissero: “Ebbene, se nelle giornate d’estate hai cantato, d’inverno balla”. La favola può insegnare ai bambini il disprezzo per l’ozio e, al contrario, la premialità dell’impegno.

    La volpe e l’uva

    Una volpe che aveva fame, come vide su una vite dei grappoli sospesi, volle impadronirsene ma non poteva. Allontanandosi disse fra sé: “Sono acerbi”. Così anche alcuni uomini, non potendo raggiungere i propri scopi per inettitudine, accusano le circostanze.

    La fortuna del cavallo

    Un giorno un cavallo, ricco d’ornamenti, venne incontro a un asino che, stanco e carico com’era, tardò a dargli la via. ” Avrei una gran voglia – disse – di fracassarti a calci “. L’asino non rispose e con un gemito chiamò testimoni gli dei. Passò qualche tempo. Il cavallo durante una corsa azzoppò e fu mandato a servire in campagna. Appena l’asino lo vide tutto carico di letame: ” Ricordi – domandò – che boria e che pompa? Ah? E che n’hai avuto? Eccoti ridotto alla miseria che prima spregiavi “. I felici che disprezzano l’umile, sanno essi quale sarà il proprio domani? Questa favola può sicuramente insegnare ai più piccoli il valore dell’umiltà e il rispetto per il prossimo, a prescindere dalla sua condizione sociale.

    Il corvo e la volpe

    Un corvo aveva rubato un pezzo di carne ed era andato a posarsi su di un albero. Lo vide la volpe e le venne voglia di quella carne. Si fermò ai suoi piedi e cominciò ad adularlo, facendo grandi lodi del suo corpo perfetto e della sua bellezza, della lucentezza delle sue penne, dicendo che nessuno era più adatto dì lui ad essere il re degli uccelli, e che lo sarebbe diventato senz’altro, se avesse avuto la voce. Il corvo, allora, volendo mostrare che neanche la voce gli mancava, si mise a gracchiare con tutte le sue forze, e lasciò cadere la carne. La volpe si precipitò ad afferrarla e beffeggiò il corvo soggiungendo: ” Se, poi, caro il mio corvo, tu avessi anche il cervello, non ti mancherebbe altro, per diventare re “. Questa favola breve può insegnare ai bambini a non sottovalutare il potere dell’intelligenza e il valore dell’interiorità in una società, come la nostra, sempre più basata sul culto dell’esteriore.

    La lepre e la tartaruga

    La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: “Nessuno può battermi in velocità – diceva – Sfido chiunque a correre come me”. La tartaruga, con la sua solita calma, disse: “Accetto la sfida”.“Questa è buona”! esclamò la lepre, e scoppiò a ridere. “Non vantarti prima di aver vinto – replicò la tartaruga – Vuoi fare questa gara”? Così fu stabilito un percorso e dato il via. La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l’altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. La tartaruga sorridendo disse: “Non serve correre, bisogna partire in tempo.” Questa fiaba può sicuramente spiegare ai bambini l’inutilità della presunzione e il valore dell’impegno.

    Se vi chiedete, poi, come mai le favole piacciono ai bambini, approfondite perchè esse rappresentano un vero e proprio strumento educativo.