Le conseguenze psicologiche di un aborto spontaneo o volontario

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    Le conseguenze psicologiche di un aborto spontaneo o volontario

    Le conseguenze psicologiche di un aborto spontaneo o volontario sono diverse. Quando una donna perde un bambino o decide di abortire, infatti, si creano dentro di lei una serie di emozioni contrastanti e non sempre facili da gestire. Le conseguenze possono essere ancora più importanti quando la donna è vittima di un aborto spontaneo, quindi non voluto che mette fine, magari, ad una gravidanza più che desiderata. In questi casi possono manifestarsi anche sintomi importanti, che possono durare anche per più mesi dopo l’aborto. Quali sono?

    Sintomi

    Sia l’interruzione volontaria della gravidanza che l’aborto spontaneo sono eventi traumatici che producono un’enorme stress psichico per la donna. Ovviamente, molto dipende dal carattere e dall’ambiente sociale in cui è inserita la donna ma, quando ci sono, i sintomi sono classificabili entro tre quadri clinici riconosciuti a livello internazionale: la psicosi post-aborto (con forme depressive di varia entità che insorge immediatamente dopo l’aborto e perdura oltre i sei mesi), il disturbo da stress post-aborto (che insorge tra i tre e i sei mesi e rappresenta il disturbo più lieve finora osservato) e la sindrome da trauma conseguente ad aborto anche detta S.P.A. (che può comparire anche a distanza di anni dall’aborto). Ad ogni modo, quando l’aborto viene vissuto in modo traumatico dalla donna, i sintomi che lo caratterizzano sono: ansia, amnesia, perdita di interesse per l’ambiente circostante e per le proprie attività, distacco dagli altri ed incapacità a provare emozioni. A questi possono aggiungersi anche: difficoltà a comunicare, disturbi dell’alimentazione, pensieri ossessivi, voglia di isolarsi, disturbi della sfera sessuale, insonnia, irritabilità, incubi notturni e flash back dell’aborto (ri-esperienza del trauma sotto forma di ricordo traumatico). Quando l’aborto è spontaneo, infine, la donna può avvertire anche la paura che questo posso ripresentarsi nei tentativi successivi di avere una gravidanza.

    Cosa fare

    Cosa fare per aiutare le donne, dunque? Come possono genitori, amici e parenti gestire questo momento difficile? La vicinanza psicologica e fisica è sicuramente necessaria. In questo momento delicato, infatti, la donna tende a sentirsi particolarmente sola e quindi è necessario offrirle tutto il nostro appoggio. Meglio non sminuire i sui sentimenti e le sue sensazioni. La donna va ascoltata e supportata. L’aborto è una sorta di lutto che, quindi, va elaborato nello stesso modo. Questo evento è traumatico per il corpo, ma lo è soprattutto per l’anima. Nei casi più gravi, infine, può rendersi necessaria anche la psicoterapia.