Mamme cinesi: le migliori del mondo

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    Mamme cinesi: le migliori del mondo

    Alla base del successo dei giovani cinesi c’è il metodo educativo delle mamme cinesi che sono in assoluto le migliori al mondo. A sostenerlo una mamma cinese autrice di un saggio dal titolo ‘Perché le madri cinesi sono superiori‘.

    Si chiama Amy Chua ed è una professoressa di Legge della Law School dell’Università di Yale, nel suo saggio spiega come crescere i propri figli per farli diventare piccoli geni in matematica e prodigi nella musica. Ma come sono queste super mamme cinesi? Dalla descrizione che ne fa Amy Chua sembrerebbero essere esattamente l’opposto dello stereotipo delle mamme italiane a cui persino la legge impone di amare i propri figli, ma che sono affettuose e apprensive fino allo sfinimento.

    Se dunque la madre italiana è una mamma chioccia quella cinese è una tigre. Il metodo cinese è fatto di dura disciplina, rigore e severità. Proprio la coercizione porterebbe – secondo l’autrice – i giovani ad eccellere. Amy Chua non fa dei discorsi astratti, ma fa riferimento all’esperienza con le sue due figlie, Sophia e Louisa che sono cresciute senza invitare o andare dagli amici a giocare, senza dormire fuori casa, senza guardare la tv o giocare con i videogames, senza scegliere le attività extra-scolastiche e con la pretesa da parte della loro madre che prendessero sempre il massimo dei voti.

    Chua racconta come riuscì a far imparare a Louisa, quando aveva circa 7 anni, a suonare al pianoforte un pezzo del compositore francese Jacques Ibert, ‘Il piccolo asino bianco‘. Un pezzo molto bello, ma assai complicato per una bambina, perché ‘le mani devono suonare ritmi completamente diversi in modo schizofrenico‘, ricorda. Lulu non riusciva a suonarlo. Nemmeno dopo una settimana di esercitazioni. Così la madre tigre tira fuori gli artigli. Nasconde l’amata casa delle bambole della figlia, e promette di regalarla pezzo a pezzo all’Esercito della Salvezza, se non imparerà ‘Il piccolo asino bianco‘ alla perfezione per l’indomani. Minaccia di farle saltare pranzo e cena, di non farle più regali a Natale, di abolire la festa di compleanno per 2, 3, 4 anni di fila. La offende chiamandola pigra, codarda, smidollata, patetica.

    Nemmeno l’intervento del marito ferma la madre tigre, perché quelli non sono insulti, lei sta ‘solo motivando‘ la figlioletta, si giustifica. La madre tigre è disposta ad ‘essere odiata‘. Ma non rinuncia al suo metodo. Così torna dalla figlia e continua a torturarla, usando ‘ogni arma e tattica‘ che le viene in mente. Madre e figlia provano al piano per tutta la sera fino a notte fonda, saltando la cena. Lulu non può alzarsi nemmeno per bere o per andare in bagno. La casa ormai è ‘una zona di guerra‘, piena di urli. Poi all’improvviso Lulu riesce a suonare il pezzo. È ‘talmente raggiante‘ che non vorrebbe più smettere di suonare.

    Secondo Chua i genitori occidentali, che sarebbero considerati criminali se agissero nella maniera descritta – non a caso sculacciare i bambini in occidente rischia di diventare illegale – si preoccupano troppo dell’autostima dei propri figli. Ma come genitore, una delle cose peggiori che si possa fare per l’autostima del proprio figlio è farlo arrendere davanti a un ostacolo, sostiene.

    Il metodo cinese ci lascia un po’ perplessi, ma riscuote anche consensi, soprattutto da quanti ritengono che che l’autorità sana aiuta i figli a crescere meno capricciosi e che il permissivismo esasperato rischia di fare danni ancora peggiori!