Il pranzo di nozze? Breve e con poche portate

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    Il pranzo di nozze? Breve e con poche portate

    Come sono cambiate alcune tradizioni legate al matrimonio! Basti pensare al pranzo di matrimonio, anche al Sud dove le tradizione resistono sempre. Sono molti di meno gli invitati, e questo non è solo per una questione economica, bensì è un chiaro segno dell’impoverimento delle relazioni legate ai nostri tempi. E così anche le portate sono diventate di meno, anzi, è considerata quasi fuori moda l’abitudine del pranzo lungo un’intera giornata, inchiodati alla tavola per ore, con tanto cibo messo lì ad ostentare un raggiunto benessere. È bastato mettere un semplice post su Facebook per scatenare i pareri delle giovani generazioni, le quali hanno posto subito l’indice in giù: non c’è cosa peggiore dell’essere invitati a un pranzo di matrimonio.

    A questo punto si scatena l’immaginazione e fuoriescono dal nostro cervello le scuse più impensabili per non accettare l’invito per non parlare degli escamotage da parte degli sposi per depistare gli invitati da un rito che piace solo ai parenti, ma mette a disagio gli amici. Vediamo allora come deve essere il pranzo di matrimonio ideale del terzo Millennio? A Riva del Garda, dove è in corso la 35esima edizione di Expo Riva Hotel, appuntamento imperdibile in quanto segna le principali tendenze in fatto di ospitalità, gira un decalogo che sta facendo discutere e che contiene tante sorprese. Il primo punto pone subito regole ben precise: non meno di due ore seduti a tavola e il numero 5 che spicca: ovvero il numero delle portate consigliate, aperitivo in piedi escluso, che rimane una costante irrinunciabile dove stranamente fa capolino la birra artigianale. Tra le sorprese, ma alla fin fine mica tanto, c’è la vittoria dei piatti tradizionali, anche se vince sempre il pesce sulla carne, mentre il primo piatto più gettonato rimane il risotto nelle sue infinite varianti. Ma ci sono anche tendenze legate a questa epoca, come la necessità delle verdure, abbondanti e in tante varianti e la possibilità di servirsi della porzione desiderata dal vassoio che porge il cameriere. Altre due curiosità che si stanno consolidando negli ultimi tempi sono: il banco dei formaggi a buffet e quello dei vini e dei superalcolici. E si perchè pare ci sia chi si vergogna a farsi portare un superalcolico al tavolo, meglio prenderlo di nascosto. Sul fronte del vino, i grandi vini da invecchiamento lasciano spazio allo Champagne che per ostentazione più che altro, viene erroneamente ancora servito sul dolce. Ma non finisce qui: c’è chi apprezza la possibilità di accedere a una sorta di mini wine bar, non solo per bere durante tutto il pasto, ma c’è anche chi gradisce il vino dolce per accompagnare i vari piatti, con il Brachetto che vince su tutti per gradimento. In conclusione il pranzo di matrimonio è destinato a sopravvivere ma solo a patto di rimetterlo in discussione: meno forma e più sostanza, evitando sprechi. Torniamo a ballare, recuperiamo la tendenza, che abbiamo registrato tra i ristoranti coronati della Guida del Golosario: il matrimonio sull’erba, tutti a piedi nudi, in questo modo un po’ rievocando i convivi del dopoguerra, con la tavolata sull’aia. Lì le portate erano esagerate, ma si smaltivano sia col ballo sia col lavoro manuale del giorno dopo. Che ne pensate?