Amaranto: proprietà benefiche e come utilizzarlo in cucina

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    Amaranto: proprietà benefiche e come utilizzarlo in cucina

    Amaranto: quali sono le proprietà benefiche e come utilizzarlo in cucina? L’amaranto è una pianta erbacea della famiglia delle Amarantacee, già conosciuta e sfruttata per le sue proprietà benefiche ai tempi degli Incas e degli Atzechi. Il nome della pianta è dovuto al caratteristico colore dei suoi fiori, di colore rosso intenso, quello che comunemente chiamiamo, appunto, amaranto. In cucina si utilizzano soprattutto i semi che, se riscaldati, hanno un comportamento simile a quello del mais da popcorn, quindi scoppiano e possono essere mangiati. In alternativa, come si fa in India, si possono sfruttare le proprietà delle foglie di amaranto che contengono una quantità di ferro superiore a quella degli stessi spinaci. Ma, quali sono le altre proprietà e gli altri benefici di questa pianta?

    Proprietà benefiche

    L’amaranto non è un cereale, ma i suoi semi sono particolarmente ricchi di proteine. Per quanto riguarda la composizione chimica, l’amaranto contiene, infatti: l’11 % d’acqua, il 14 % di proteine, il 7 % di grassi, il 57 % di amido, l’1,9 % di zuccheri, il 6,7 % di fibre alimentari ed il 2,9 % di ceneri. L’amaranto contiene anche beta-carotene (particolarmente utile al benessere della vista e della pelle), ma anche calcio, fosforo, magnesio, potassio, zinco, rame, manganese, sodio, selenio e ferro. Le vitamine contenute sono: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E e J. Va anche ricordato che l’amaranto è privo di glutine, quindi può essere assunto anche dai celiaci. Grazie a tutte queste componenti, l’amaranto ha tantissime proprietà benefiche per tutto l’organismo. Ricco di fibre, l’amaranto è particolarmente digeribile e, per questo, può essere introdotto senza problemi anche nella dieta dei bambini. Anche chi segue una dieta vegana può sfruttare i benefici dell’amaranto, soprattutto per il buon contenuto di proteine, che possono sostituire quelle non assunte con la carne e gli altri derivati di origine animale. Secondo recenti studi, poi, l’amaranto sarebbe anche in grado di abbassare il colesterolo. E infatti, uno studio pubblicato su Lipids in Health and Disease, ha stabilito che l’amaranto (che contiene fitosteroli) ha proprietà utili per contrastare la formazione di colesterolo cattivo e per combattere l’ipertensione. Infine, secondo altre ricerche, l’amaranto ha anche la capacità di favorire l’assorbimento del calcio.

    Come utilizzarlo in cucina

    L’amaranto può essere sfruttato assumendone i piccoli semi, che richiedono una cottura di circa 50 minuti. Per prepararlo, quindi, dopo averlo lavato, cuocetelo in due parti d’acqua e un cucchiaino di sale marino per circa 50 minuti (30 in pentola a pressione). L’amaranto è ottimo se abbinato insieme alle verdure. In alternativa, sfruttate l’altissimo contenuto di ferro contenuto nelle foglie di questa pianta; per farlo cucinatele come fate con gli spinaci più o meno per lo stesso tempo.

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